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Il Covid attacca, incremento dei casi a Monopoli. L’allarme della Asl

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Tutte le Asl pugliesi devono individuare, all’interno dei propri ospedali, posti letto da riservare ai pazienti Covid-19 e che siano attivabili entro 48 ore in base alle necessità». E’ quanto ha stabilito il dipartimento Salute della Regione Puglia attraverso una nota inviata alle aziende sanitarie e ospedaliere. La notizia è confermata all’Ansa dal direttore del dipartimento Salute, Vito Montanaro.

Considerando l’aumento rapido di contagi, (a Monopoli, nell’ultima settimana, se ne sono registrati ben 343, contro i 235 della precedente rilevazione), i tecnici prevedono un parallelo incremento dei ricoveri che, in realtà, è già in atto, come si evince dai dati di Agenas. Per questo motivo, la Regione ha chiesto alle Asl di essere pronte a riattivare i posti letto Covid. Per quanto riguarda la provincia di Bari, la nota del dipartimento Salute autorizza anche ad utilizzare ancora l’ospedale Covid in Fiera ma «soltanto dopo aver riempito i posti letto negli altri ospedali della rete Covid», specifica Montanaro. La struttura all’interno della Fiera, infatti, è destinata a essere dismessa lentamente, la Regione ha già chiesto al Policlinico e all’Asl di bloccare i ricoveri e avviare le operazioni che, comunque, saranno lunghe. La chiusura definitiva non potrà avvenire prima di settembre-ottobre, salvo che la pandemia Covid non rende ancora indispensabile l’utilizzo del maxi centro di emergenza.

I segnali dell’emergenza

Diventano 13 le regioni con un’incidenza sopra 700 per 100mila abitanti, erano 8 la scorsa settimana. I valori più alti – oltre 900 – in Lazio, Sardegna e Veneto. Nel complesso nessuna regione è classificata a rischio basso, per 13 è moderato e per 8 alto: Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto. Tale emergenza è confermata dal fatto che le due nuove varianti Omicron, quattro e cinque, si stanno dimostrando «aggressive» anche nei confronti dei bambini: a Bari, nell’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII» sono ricoverati ad oggi 15 bimbi positivi al Covid-19.  

«Il prossimo autunno ricomincerà a circolare, insieme al Covid-19, anche l’influenza stagionale. Sono preoccupato per quello che accadrà a ottobre e novembre. Penso che non ci sia in questo momento, nella popolazione, una consapevolezza sufficiente dei problemi che potremmo affrontare». Lo ha detto Fiorenzo Corti, vice segretario nazionale della Federazione medici di medicina generale (Fimmg), intervenuto a «Vaccinare è proteggere», l’incontro realizzato nell’ambito del progetto di prevenzione promosso da Sanofi, che ha fatto oggi tappa in Sicilia, Campania e Puglia.

In allerta tutti i medici ospedalieri

Chiamata straordinaria in Puglia per tutti i medici ospedalieri di qualsiasi reparto che dovranno prestare servizio nei pronto soccorso «al fine di garantire la copertura dei turni per il periodo estivo» in risposta all’incremento degli accessi nei pronto soccorso dovuto all’ondata di caldo e all’aumento dei casi Covid. Il presidente della Fiaso (la federazione degli ospedali italiani) Giovanni Migliore conferma l’aumento dei ricoveri per Covid con sindromi respiratorie e polmonari (+ 34,5%), mentre i ricoverati con Covid (che arrivano in ospedale per altri motivi e vengono trovati positivi), salgono del 10%. 

Palese (Regione Puglia): informare su differenza tra vaccini anti Covid e anti influenza

«Bisogna fare una grande campagna di informazione per chiarire ai cittadini la differenza e l’importanza fra il vaccino anti Covid e quello antinfluenzale che si farà in autunno. Come Regione Puglia, saremo in prima fila per diffondere quanto più possibile la cultura dell’antinfluenzale, nei confronti soprattutto dei pazienti fragili». Lo ha detto Rocco Palese, assessore alla Sanità della Regione Puglia, durante l’ultimo appuntamento della campagna di prevenzione «Vaccinare è proteggere», promosso da Sanofi. L’evento ha fatto oggi tappa nelle regioni Puglia, Campania e Sicilia, vedendo a confronto esperti e istituzioni su come migliorare la vaccinazione antinfluenzale, garantendo una diffusione capillare e in piena sicurezza. «Per raggiungere quanti più cittadini possibile con la vaccinazione – ha aggiunto Palese – occorre fare accordi con i medici di base e con l’assistenza territoriale e domiciliare, mettendo insieme un’organizzazione funzionale che sia in grado di raggiungere quanti più possibili pazienti».

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