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Goletta Verde a Monopoli: 40 anni di tutela del mare e riflessioni sul dissesto idrogeologico

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Il 3 e 4 giugno la Goletta Verde ha fatto tappa alla “punta del tonno” del Porto di Monopoli, segnando un momento importante per la storica campagna itinerante: la celebrazione dei quarant’anni di attività dedicati al monitoraggio delle acque marine e delle aree costiere in Italia. L’evento ha rappresentato un’occasione di festa, ma soprattutto un importante momento di approfondimento sulle emergenze ambientali che interessano il territorio pugliese.

I reati ambientali e l’azione della Guardia Costiera

Nel pomeriggio di venerdì, gli uffici della Circoscrizione Marittima di Monopoli hanno ospitato un incontro pubblico incentrato sui reati ambientali e sul dissesto idrogeologico. Al dibattito hanno preso parte Marzia Mattioli, portavoce di Goletta Verde, Daniela Salzedo, presidente di Legambiente Puglia, il Tenente di Vascello Gennaro Moccia, comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo di Monopoli, e il geologo Giovanni Melchiorre. Durante il suo intervento, il Comandante Moccia ha illustrato le attività di prevenzione e contrasto portate avanti dalla Guardia Costiera. Un approfondimento specifico è stato dedicato a un’importante indagine, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bari, relativa a una lottizzazione abusiva individuata nel territorio di Polignano a Mare, all’interno della delicata area del Parco Costa Ripagnola.

L’impatto antropico e i casi critici sul territorio

Stimolato dalle domande della presidente Salzedo sull’influenza delle attività umane sugli equilibri costieri, il geologo Melchiorre ha analizzato a fondo il tema del dissesto. Pur chiarendo che i crolli delle coste alte e l’erosione dei sedimenti sabbiosi delle coste basse sono fenomeni naturali, ha sottolineato come i loro effetti vengano drammaticamente amplificati dalla pressione antropica. A supporto di questa analisi sono stati ricordati due casi emblematici riguardanti proprio il territorio di Monopoli. Il primo fa riferimento al crollo avvenuto nel febbraio 2020 presso un ristorante in località Porto Giardino; un evento che fortunatamente non ha causato vittime, ma che non ha generato un’adeguata riflessione sulla sicurezza, tanto che oggi ci si ritrova a dover gestire l’emergenza per la strada adiacente. Il secondo episodio riguarda la completa asportazione di un tratto di cordone dunale in località Capitolo-Losciale per fare spazio agli ombrelloni di uno stabilimento balneare, un’operazione che favorisce l’ingressione del mare e accelera l’erosione dell’arenile. È stato ribadito che il rischio idrogeologico dipende direttamente dall’esposizione, ovvero dalla quantità di beni e persone che frequentano aree la cui pericolosità è nota. L’aumento della pressione umana, unito al moltiplicarsi delle strutture balneari, fa crescere questo rischio in modo esponenziale.

Il rischio legato alla ZES e la conclusione conviviale

Il confronto tra i relatori e i numerosi partecipanti ha messo in luce la necessità di una maggiore sensibilità da parte di chi ha la responsabilità di amministrare il territorio. In quest’ottica, la presidente Salzedo ha evidenziato i potenziali pericoli per la tutela ambientale derivanti dall’istituzione della Zona Economica Speciale (ZES), le cui semplificazioni degli iter tecnico-amministrativi potrebbero agevolare l’autorizzazione di interventi dal forte impatto sul paesaggio. Nonostante l’importanza e la serietà delle tematiche affrontate, la tappa si è conclusa in un clima di festa e condivisione: la sera del 3 giugno, durante una visita a bordo di Goletta Verde, il Circolo Legambiente di Monopoli e la delegazione regionale hanno offerto panzerotti a tutti i presenti e ai passanti.