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Prima in Puglia al Miulli, impiantata nuova protesi alla valvola tricuspide senza aprire il torace

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Per la prima volta in Puglia, all’ospedale “F. Miulli” di Acquaviva delle Fonti, è stata impiantata una protesi per sostituire la valvola tricuspide senza aprire il torace e senza fermare il cuore. L’intervento ha permesso di trattare una paziente di 74 anni con una forma molto grave di insufficienza tricuspidale, una malattia nella quale la valvola non si chiude correttamente e lascia tornare indietro parte del sangue. La novità è l’utilizzo della valvola Evoque, che viene portata fino al cuore attraverso un catetere introdotto in una vena all’altezza dell’inguine.

La tricuspide regola il passaggio del sangue tra l’atrio e il ventricolo destro, due cavità del cuore. Quando la sua chiusura è incompleta, il sangue refluisce e può accumularsi nella circolazione venosa, causando affaticamento e gonfiore alle gambe; nello stesso tempo meno sangue è disponibile per gli organi vitali e questo ne compromette progressivamente il funzionamento. Nelle forme più gravi, la malattia è causa di scompenso cardiaco, una condizione in cui il cuore non riesce a garantire una circolazione adeguata alle necessità dell’organismo.

L’intervento è stato condotto dall’équipe di Cardiologia Interventistica Strutturale del Miulli, con i cardiologi interventisti Katya Lucarelli e Vito Casamassima. Hanno collaborato i cardiologi esperti di ecografia cardiaca Federica Troisi e Vincenzo Bellomo, che hanno guidato la procedura attraverso immagini ecografiche in tempo reale, insieme all’anestesista Gisella Caracciolo e al personale tecnico e infermieristico di Emodinamica.

La paziente trattata al Miulli presentava anche uno scompenso cardiaco cronico e la procedura ha previsto l’impianto di una valvola biologica nella sede di quella malata. I cardiologi hanno raggiunto il cuore attraverso la vena femorale, situata nella regione inguinale, senza ricorrere alla circolazione extracorporea. L’impianto è stato completato con successo e la paziente è stata dimessa dopo cinque giorni in buone condizioni cliniche.

Questa possibilità amplia le opzioni di cura per pazienti nei quali la chirurgia tradizionale a cuore aperto comporta rischi elevati, spesso per l’età avanzata o la presenza di altre malattie. Con il nuovo impianto, il Miulli dispone di tre diverse modalità di intervento sulla tricuspide attraverso cateteri, offrendo soluzioni mirate in base alle condizioni del paziente.