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Scontro sul DUP in Consiglio comunale a Monopoli: botta e risposta tra la maggioranza e l’opposizione

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Il dibattito sul Documento Unico di Programmazione (DUP) a Monopoli ha infiammato il Consiglio comunale, dando vita a un acceso scontro politico tra l’amministrazione e le forze di opposizione, divise da due visioni diametralmente opposte sul governo della città.

Le liste di maggioranza — Monopoli al Centro, Monopoli Presente e Fare Comune — hanno rispedito al mittente le critiche, definendo l’atteggiamento della minoranza una ripetitiva “negazione ostinata dell’evidenza” e accusandola di confondere la visione strategica del DUP con i dettagli tecnici del bilancio. A difesa del proprio operato, la maggioranza ha rivendicato i risultati concreti raggiunti e i cantieri aperti, citando la costruzione di un nuovo asilo e di una scuola dell’infanzia, i forti investimenti in cultura e turismo, e la revisione della gara per l’igiene urbana pensata per potenziare le prestazioni senza gravare eccessivamente sulle famiglie. Tra i punti di forza evidenziati figurano anche l’istituzione del Consiglio Comunale dei Ragazzi, l’avvio a novembre del terzo concorso per nuove assunzioni e la capacità di rispettare rigorosamente le scadenze del PNRR, in controtendenza rispetto alle difficoltà di molti altri enti.

Di segno opposto la valutazione del gruppo consiliare Sinistra Italiana – Manisporche, che per voce di Maria Angela Mastronardi ha espresso un voto netto e intransigente contro il DUP 2027–2029, parlando di un’amministrazione “allo stremo” e di una “politica del rinvio”. Nel mirino dell’opposizione sono finiti i ritardi cronici e i continui slittamenti nel triennio di opere chiave come l’housing sociale e la Casa delle Associazioni, a cui si aggiunge il crollo delle entrate in conto capitale e dei trasferimenti. La minoranza ha inoltre puntato il dito contro il mantenimento al massimo della pressione fiscale su IMU, TARI e IRPEF, l’assenza di risposte concrete sul fronte dell’emergenza abitativa e della sanità — con particolare riferimento al futuro dell’ospedale San Giacomo — e una gestione dei beni comuni e dei servizi basata sull’esternalizzazione ai privati.