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Se il bimbo è basso, è il momento di intervenire

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Il 3 per cento dei bambini ha problemi di statura bassa. Per evitare un forte disagio nella vita adulta, la Società italiana di pediatria consiglia ai genitori di rivolgersi al medico che ha in cura il figlio per ottenere un inquadramento diagnostico-terapeutico. Di solito è al momento dell’inserimento alla scuola materna o alle elementari che i genitori si accorgono che il bambino è il più piccolo dei compagni di classe, quindi cresce meno. Il pediatra confronta l’altezza del bambino con quella dei genitori e valuta il ritmo accrescitivo, calcolando la velocità di crescita sulla base delle misurazioni della statura rilevate negli anni o mesi precedenti. In considerazione di questi parametri deciderà se eseguire degli esami oppure inviarlo ad un Centro Specialistico. La causa della statura bassa non è unica, ci sono infatti alcune condizioni che sono considerate di natura non patologica, ossia varianti normali della crescita, ad esempio la statura familiare o il ritardo costituzionale di crescita e pubertà, la cosiddetta pubertà ritarda. Situazioni, queste, che devono essere distinte da altre condizioni patologiche: in alcuni casi restare piccoli può indicare che sono in corso delle malattie come la celiachia, il morbo di Crohn, l’ipotiroidismo subclinico, le displasie ossee (ad esempio, l’ipocondroplasia), le cromosomopatie (come la sindrome di Turner), le sindromi non cromosomiche (la sindrome alcolica fetale). Tuttavia, dicono i pediatri, non sempre è possibile identificare la causa della bassa statura e in questi casi si parla di bassa statura ‘idiopatica’. Ci si deve preoccupare, spiegano, se il bambino, oltre ad essere il più piccolo tra i più piccoli della classe, cresce anche meno rispetto ai coetanei e se un adolescente non presenta lo scatto puberale, cioè se la sua statura diventa inferiore rispetto a quella dei coetanei, al momento della pubertà.