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Il sindaco Annese sulla chiusura de “La Fiamma sul Ghiaccio”: stop alle polemiche e appello alla Regione Puglia

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Riceviamo e pubblichiamo una nota del Sindaco Angelo Annese:

Ho letto con attenzione alcuni comunicati pubblicati negli ultimi giorni sulla chiusura de “La Fiamma sul Ghiaccio”. Condivido il dolore delle famiglie. È una ferita anche per me, per tutta la mia Amministrazione, per tutto l’Ambito e i Comuni di Polignano e Conversano.

Ma il dolore non deve trasformarsi in strumentalizzazione politica. I cittadini hanno diritto alla verità completa sui fatti.

Il percorso che ha portato all’apertura della struttura “La Fiamma sul Ghiaccio” è stato lungo e complesso. Questa Amministrazione è stata sempre in prima linea.

Subito dopo il finanziamento, abbiamo completato i lavori di adeguamento al Regolamento Regionale, espletato la gara, alla quale ha partecipato una sola ATI, e avviato tutte le procedure per l’autorizzazione al funzionamento, l’accreditamento da parte della Regione Puglia e la contrattualizzazione con la ASL Bari.

Nel frattempo, il quadro normativo è profondamente cambiato. La Regione Puglia, con il “Regolamento Regionale 8 luglio 2016, n. 9”, ha definito requisiti strutturali e professionali molto stringenti per i Centri Diurni per l’Autismo. Requisiti giusti, ma che hanno un impatto economico immediato.

Per ottenere l’accreditamento, l’ATI vincitrice ha dovuto assumere tutto il personale minimo previsto dal regolamento, anche prima di avere un solo utente.

In particolare, un medico NPIA/Psichiatra, uno Psicologo, quattro Educatori, di cui uno con funzione di coordinatore, due Tecnici della riabilitazione, un OSS e un Assistente Sociale.

Il regolamento è chiaro: “tutto il personale minimo deve essere già contrattualizzato e realmente disponibile”.

L’ATI queste regole le conosceva sin dall’inizio, le ha accettate partecipando alla gara e sottoscrivendo il contratto. Oggi, probabilmente non avendo raggiunto i numeri di utenza che gli enti preposti avevano prospettato, ha deciso di fermarsi.

Questo ha generato costi fissi altissimi a struttura vuota. Una contraddizione che va affrontata a livello regionale.

I Comuni dell’Ambito sono stati sempre informati e coinvolti in ogni passaggio. Voglio però chiarire un punto: la programmazione, l’organizzazione dell’attività sanitaria e la definizione dei criteri di accesso e di età dell’utenza sono di competenza esclusiva della ASL, in raccordo con i servizi NPIA e CSM. Il ruolo del Comune e dell’Ambito è stato quello di promotore e di supporto amministrativo per arrivare all’apertura.

Anche la contrattualizzazione con la ASL è stata complessa, a causa dei tempi di trasferimento del “Fondo Autismo” dalla Regione alla ASL. Abbiamo partecipato a tutti i tavoli con ASL, ATI, NPIA e CSM per sbloccare l’avvio.

È fuori dubbio che, come Ambito e come Comune, dopo tutti gli sforzi fatti per aprire, auspicavamo che il centro diventasse un fiore all’occhiello del nostro territorio.

Purtroppo non è andata come speravamo. Adesso non serve cercare colpe. Serve trovare altre soluzioni.

Chiedo pubblicamente alla Regione Puglia, al Presidente e all’Assessore competente, di rivedere alcuni aspetti del regolamento, soprattutto sul tema del personale “a vuoto”, per rendere sostenibili questi centri.

E invito tutte le forze politiche a non trasformare la sofferenza delle famiglie in una bandiera. Informiamoci bene prima e verifichiamo realmente dove sono le responsabilità.

L’impegno di questa Amministrazione resta uno solo: ripartire con le famiglie.

Garantire personale formato, continuità e dignità ai ragazzi. I ragazzi devono restare al centro.

Angelo Annese

Sindaco di Monopoli