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Allarme blatte a Monopoli, il Pd attacca la giunta: “Incapaci di gestire l’emergenza, ecco il nostro piano”

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“Visto che l’Amministrazione Comunale non vuole fare i compiti a casa, li abbiamo fatti noi per loro”. Esordisce così il circolo del Partito Democratico di Monopoli, intervenendo con fermezza sulla questione igienico-sanitaria che sta affliggendo la città. Secondo i dem, per affrontare seriamente l’emergenza non basta scaricare la responsabilità dicendo ai cittadini di chiamare l’Acquedotto Pugliese.

“Ecco cosa può fare un Comune nel 2026 per arginare il problema”, spiegano i rappresentanti del Pd. La letteratura scientifica e le esperienze delle amministrazioni più efficaci dimostrano in modo inequivocabile che la deblattizzazione tradizionale, fatta di qualche intervento periodico con insetticidi, da sola raramente risolve la situazione. Oggi il dibattito tecnico si concentra sull’Integrated Pest Management, ovvero la gestione integrata degli infestanti. Al centro di questo approccio vi è la mappatura e il monitoraggio continuo. “Il caso di Madrid è emblematico”, sottolineano. La capitale spagnola ha sviluppato un sistema di monitoraggio delle segnalazioni e delle infestazioni fognarie utilizzando mappe digitali per individuare i punti critici e intervenire in modo mirato. In pratica, non si aspetta che l’infestazione esploda, ma si controllano periodicamente tombini, caditoie, pozzetti e zone sensibili.

Un altro fronte cruciale è il trattamento sistematico delle fognature. Le blatte americane, particolarmente diffuse nel Sud Italia, vivono soprattutto in questi ambienti sotterranei. Numerosi studi evidenziano che il controllo delle sole strade è del tutto insufficiente se non si interviene direttamente nei collettori. I comuni più organizzati effettuano trattamenti ciclici nelle fognature, posizionano esche in gel nei pozzetti, programmano interventi mirati prima dei picchi estivi e monitorano costantemente l’efficacia dopo ogni ciclo. A questo deve aggiungersi un reale coordinamento tra enti. Spesso la competenza è frammentata tra chi gestisce la fognatura nera, quella bianca, l’igiene urbana e le aree private. “A Bari, per esempio, sono state emanate ordinanze che prevedono il coordinamento tra Comune, gestore della rete fognaria e azienda di igiene urbana, oltre a prescrizioni per condomìni e proprietà private”, ricordano dal Pd cittadino.

Il piano d’azione non può prescindere dal coinvolgimento obbligatorio dei condomìni. Molte città hanno scoperto a loro spese che trattare solo gli spazi pubblici produce risultati limitati. A Foggia apposite ordinanze richiedono interventi anche nei pozzetti condominiali, nelle fosse settiche e nelle reti private, poiché gli insetti si spostano in continuazione tra il suolo pubblico e le abitazioni. La strategia integrata richiede anche la riduzione delle condizioni favorevoli alla proliferazione: sigillare fessure, eliminare i ristagni d’acqua, migliorare la pulizia urbana e ridurre le fonti alimentari si rivela spesso più efficace, nel medio periodo, del semplice aumento delle dosi di insetticida. Le amministrazioni più avanzate installano inoltre punti di monitoraggio permanenti con trappole per misurare l’andamento delle infestazioni, evitando così di sprecare risorse preziose in trattamenti a calendario che non incidono sui focolai reali.

Nelle città costiere del Mezzogiorno come Monopoli, l’emergenza è ulteriormente aggravata da temperature sempre più elevate, alta umidità, reti fognarie datate, una forte presenza di attività di ristorazione legate al turismo e un aumento della specie americana, nota per la sua particolare resistenza. Per questo motivo, una politica moderna e responsabile non dovrebbe limitarsi a fare la semplice deblattizzazione.

“Chiediamo di pubblicare un vero Piano Comunale di Gestione delle Blatte”, incalza il Partito Democratico. Questo documento dovrebbe includere una mappatura dettagliata delle infestazioni, un calendario pubblico degli interventi, il monitoraggio costante dei risultati, il coinvolgimento attivo di condomìni e attività commerciali e la redazione di report periodici liberamente consultabili dai cittadini. Questo approccio riflette quanto emerge sia dalle migliori prassi municipali sia dalla ricerca scientifica, rappresentando il metodo più efficace e sostenibile.

Per un intervento di politica davvero al servizio dei cittadini, degli imprenditori e dei turisti, il punto centrale è smettere di rincorrere l’emergenza con interventi isolati, intraprendendo invece una strategia permanente, misurabile e risolutiva, caratterizzata da dati pubblici e responsabilità chiare. “Caro Sindaco, cari Assessori”, concludono dal Pd, “oltre gli spot e le bandiere blu c’è di più. Chissà cosa penserebbe Carlo V!”.