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La principessa Diana, secondo una biografia autorizzata, ne scriveva e ne riceveva moltissime. Anche Meghan Markle, moglie del principe Harry, ha rivelato negli anni scorsi di avere questa abitudine. Scrivere lettere e biglietti di ringraziamento è qualcosa forse dal sapore un po’ retrò, ma che bisognerebbe fare più spesso. Sembra infatti giovare molto ai rapporti tra le persone, migliorando la sensazione di benessere sia di chi ne è l’autore che di chi la riceve. A evidenziarlo è uno studio dell’Università del Texas di Austin, pubblicato sulla rivista Psychological Science. Per la ricerca gli studiosi hanno chiesto ai partecipanti, circa 100, in tre diversi esperimenti, di scrivere una lettera di ringraziamento a qualcuno che aveva fatto qualcosa di carino per loro e quindi di provare ad anticipare la reazione del destinatario. È emerso che in ognuno dei test gli autori delle lettere tendevano a sovrastimare le reazioni di imbarazzo di coloro che le ricevevano e a sottostimare invece quelle positive e di sorpresa. Secondo Amit Kumar, uno degli autori dello studio, il timore per ciò che si dice o la paura che il gesto venga interpretato erroneamente può fa sì che molte persone si astengano dall’esprimere autentica gratitudine, ma ciò che è significativo della ricerca e dei suoi risultati è che i biglietti e le lettere di ringraziamento dovrebbero invece essere scritti e inviati più spesso. “Quello che abbiamo visto – conclude – è che ci vogliono solo un paio di minuti per comporre lettere come queste, premurose e sincere. Ha un costo minimo, ma i benefici sono maggiori di quanto ci si aspetti”.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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