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Tintarella primaverile? Una moda in calo fra i giovani e tra i vip come musicisti ed attori, ma sempre più diffusa fra le donne sopra i 50 anni, secondo la dermatologa Adele Sparavigna, a capo delle Ricerche cliniche per l’istituto ‘Derming’ di Monza.
“Sorprendentemente – spiega – sono le donne sopra i 50-60 anni a cedere al fascino dell’abbronzatura a tutti i costi. Si sovraespongono ai raggi solari fin dai primi mesi caldi, senza alcuna protezione. Con gravi danni per la loro pelle”. Sono dunque sempre più adulte le ‘sun victim’, mentre fra i giovani la tintarella anticipata sembra non riscuotere più così tanto successo. “Abbiamo osservato un rallentamento di questa abitudine nociva per la salute dermatologica – precisa Sparavigna – anche se questo non vuol dire che gli ‘under 30’ siano i più virtuosi o abbiano rinunciato ad abbronzarsi”.
Secondo la dermatologa, fra i giovani resistono i fedelissimi della lampada. “Uno strumento anche più pericoloso del sole naturale”, avverte. “Chi comincia a preoccuparsi del colorito della pelle già a primavera non si cura delle protezioni. Vuole un’abbronzatura intensa e in breve tempo”. Soprattutto dai 18 anni in sù: i giovani preferiscono docce solari e lampade facciali perché, spiega Sparavigna, “garantiscono risultati più evidenti, senza fatica o perdite di tempo. Scelgono la via più veloce e scartano l’alternativa più sana: esporsi costantemente e ben schermati al sole”. E se nell’immaginario degli italiani l’abbronzatura è ‘alleata’ di un aspetto sano e contribuisce a rendere più affascinanti, la dermatologa avverte: “Mai sottovalutare le conseguenze della sovraesposizione. La legge del sole non è uguale per tutti”.
rischi si muovono dal piano estetico alle patologie più gravi. Rughe precoci, macchie della pelle, perdita di tono ed elasticità sono sempre dietro l’angolo: “Il problema – dice Sparavigna – è che la pelle giovane non lancia apparentemente segnali: i danni spesso sono visibili solo con una visita accurata, per esempio analizzando il viso con la ‘luce di Wood’, uno strumento dermatologico”. In altre parole, i giovani sottovalutano le conseguenze dell’abuso di sole perché guardandosi allo specchio non percepiscono peggioramenti nell’aspetto della cute.
“Ma i danni ci sono”, racconta l’esperta. “La pelle di un giovane che insegue la tintarella a tutti i costi finisce per avere l’elasticità di un soggetto di 40 anni”. Invecchiamento precoce: a questo porta la sovraesposizione ai raggi solari. “Ma alcuni studi hanno anche dimostrato negli ultimi anni un aumento dell’incidenza di forme di cancro cutaneo. Per esempio – spiega Sparavigna – i basaliomi, frequenti nei giovani che sottopongono la pelle ad aggressioni esterne continue e nell’80% dei casi collegati all’esposizione solare. Questa patologia è in aumento di circa il 30-40%”. Nemico ancora più temibile è il melanoma, collegato all’esposizione intermittente ai raggi solari o massiccia e concentrata alle lampade. “Un tumore – avverte Sparavigna – la cui incidenza è cresciuta negli anni da un caso su un milione di abitanti a uno ogni 100 mila”. I consigli per ridurre i rischi da abuso di sole, spiega l’esperta, sono sempre gli stessi: “Usare il buon senso e scegliere un’adeguata protezione. Indipendentemente da quanto presto si comincia ad andare in spiaggia. I dermatologi del nostro centro utilizzano un apparecchio innovativo, il ‘Photocheck’, per individuare il fattore corretto di protezione per ogni tipo di pelle, rispetto alla potenza di irradiazione dei raggi solari. Uno strumento che ci darà l’occasione per avviare un’approfondita indagine epidemiologica sui danni del sole”.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista














