Le ultimissime
ItaliaFreePress

Fasano, il ristorante della maxi evasione fiscale: redditi per oltre 1 milione di euro non dichiarati

Estimated reading time:1 minute, 43 seconds

Prosegue senza sosta l’attività della Guardia di Finanza di Brindisi nel contrasto all’illegalità economico-finanziaria sul territorio. Questa volta a finire nel mirino dei controlli della Compagnia di Fasano è stata un’attività di ristorazione situata lungo la costa fasanese, in una delle aree a maggiore vocazione turistica della provincia.

Al termine di un’approfondita verifica fiscale, i finanzieri hanno ricostruito ricavi non dichiarati per oltre un milione di euro nell’arco di cinque anni, contestando imposte e sanzioni che sfiorano complessivamente il milione di euro.

L’indagine è partita da una situazione ritenuta anomala dagli investigatori. Nonostante la posizione strategica del locale, a pochi passi dal mare, e i consistenti flussi turistici registrati negli ultimi anni lungo il litorale brindisino, l’attività continuava a presentare dichiarazioni fiscali in perdita. Un dato apparso incompatibile con il volume d’affari presumibilmente generato dalla struttura.

Gli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle hanno consentito di far emergere il meccanismo utilizzato per sottrarre parte degli incassi al Fisco. Attraverso l’incrocio delle banche dati e l’analisi dei flussi finanziari, i militari hanno infatti rilevato che una quota significativa dei pagamenti effettuati dai clienti tramite POS non trovava riscontro nell’emissione dei relativi documenti fiscali.

In pratica, molti clienti pagavano regolarmente con carta di credito o bancomat, ma gli incassi non venivano registrati e risultavano completamente sottratti alla tassazione. Proprio la tracciabilità dei pagamenti elettronici si è rivelata determinante per la ricostruzione dei ricavi effettivamente percepiti dall’esercente.

L’attività ispettiva si inserisce nel quadro delle direttive nazionali della Guardia di Finanza finalizzate a verificare l’efficacia delle recenti disposizioni che prevedono una sempre maggiore integrazione tra i sistemi di pagamento elettronico e i registratori telematici. Le discrepanze emerse tra gli importi transitati attraverso i POS e quelli fiscalmente dichiarati hanno rappresentato un elemento decisivo per individuare la presunta evasione.

L’azione di contrasto all’evasione fiscale nel comparto della ristorazione, sottolineano le Fiamme Gialle, non è finalizzata soltanto al recupero delle imposte sottratte all’Erario, ma anche alla tutela degli operatori economici che rispettano le regole e che rischiano di subire una concorrenza sleale da parte di chi, evadendo il fisco, può praticare condizioni economiche più vantaggiose sul mercato.