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PhEST 2026 a Monopoli: al via l’undicesima edizione del festival di fotografia e arte contemporanea

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Un interrogativo aperto per provare a ridefinire i confini della realtà: con il tema provocatorio “What if?”, la città di Monopoli si trasforma nuovamente in un laboratorio di ricerca visiva a cielo aperto. Il festival internazionale di fotografia e arte PhEST – See Beyond the Sea apre le porte al pubblico venerdì 7 agosto alle ore 19:30, offrendo un ricco percorso di mostre e appuntamenti culturali fruibili fino al 1° novembre 2026. L’evento, nato da un’idea del direttore artistico Giovanni Troilo e della curatrice fotografica Arianna Rinaldo, vanta la direzione organizzativa di Cinzia Negherbon e la curatela per l’arte contemporanea affidata a Roberto Lacarbonara.

Il programma del fine settimana di inaugurazione

La cerimonia d’apertura si terrà in Largo Palmieri con i saluti istituzionali, seguita dal taglio del nastro al Monastero di San Leonardo, sede espositiva protagonista della prima giornata, affiancata da un brindisi offerto da Tormaresca e dai contributi musicali curati da Giorgia Angiuli e Alberto River. Le giornate dell’8 e del 9 agosto vedranno il centro storico animarsi con visite guidate insieme a curatori e artisti presenti, tra cui Sara Angelucci, Erik Kessels, Harri Pälviranta, Giuseppe De Mattia, Sara Munari, Francesco Conti, Hannah Watson, Nina Pacherová e Claudio Corrivetti.

L’offerta didattica e professionale prevede workshop dedicati alla Street Photography con Fujifilm e Foto Diego, condotti da Alex Liverani e Lorenzo Catena, oltre alle consuete Letture Portfolio gratuite con esperti di calibro internazionale. Nelle ore serali, Largo Palmieri ospiterà i Visual Talk e una serie di sonorizzazioni e proiezioni di ricerca visiva, affiancate dai grandi nomi della scena internazionale: tra settembre e ottobre è infatti attesa la presenza a Monopoli di maestri come Roger Ballen e Joan Fontcuberta per speciali incontri dal vivo.

I percorsi espositivi tra storia e finzione

Le mostre dell’edizione 2026 propongono un articolato dialogo tra memoria storica e linguaggi speculativi contemporanei. Il percorso spazia da testimonianze storiche alle proposte d’avanguardia più recenti:

  • I rari scatti di scena realizzati da Horst von Harbou sul set di Metropolis (1927) di Fritz Lang.
  • L’omaggio a Vivian Maier nel centenario della sua nascita attraverso la mostra “Shadows and Mirrors”.
  • La discesa nell’inconscio firmata da Roger Ballen con “Outland” e l’anteprima italiana di “Inferno”.
  • L’indagine sui confini della finzione scientifica in “What Darwin Missed” di Joan Fontcuberta e l’esplorazione del caso storico delle fate di Cottingley.
  • Le installazioni e i progetti di autrici e autori quali Juno Calypso, Harri Pälviranta, Marek Kita, Chinky Shukla, Chloé Azzopardi e Sara Munari.

Il legame con il territorio e le collaborazioni

Il festival mantiene una profonda connessione con la Puglia attraverso interventi pensati per il contesto locale. Sara Angelucci presenta i risultati della sua residenza artistica nella Riserva Naturale di Torre Guaceto, con scansioni ad alta definizione della flora locale, mentre Giuseppe De Mattia propone l’opera “Pelo e contropelo”, che rielabora la memoria orale e i pettegolezzi cittadini sotto forma di grafiche affisse nel centro urbano.

Completano il panorama espositivo i lavori dei vincitori della Pop-Up Call, la monumentale indagine sull’infanzia “Classroom Portraits” di Julian Germain, le iniziative interattive curata da Erik Kessels e le produzioni video come “Northern Swell”. Prodotto e promosso dall’associazione culturale PhEST con la Regione Puglia, Pugliapromozione, i Fondi Europei di Coesione FSC 2021-2027 e il Comune di Monopoli, il festival stringe quest’anno anche una partnership con le Grotte di Castellana per favorire lo scambio culturale su tutto il territorio.