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Ddl stupri: approvata dal Consiglio comunale di Monopoli la risoluzione proposta da Manisporche-Sinistra italiana

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Il Consiglio comunale di Monopoli ha espresso voto unanime di contrarietà alla recente riformulazione del Disegno di legge sulle violenze sessuali. I consiglieri di Manisporche-Sinistra italiana, Maria Angela Mastronardi (nella foto) e Angelo Papio, hanno manifestato grande soddisfazione per un atto che unisce l’intera assise cittadina su un tema di civiltà, ribadendo l’importanza di non arretrare sui diritti e sulla sicurezza delle donne.

Il nodo del consenso e i dati Istat

La consigliera Mastronardi ha richiamato l’attenzione sulla gravità del fenomeno in Italia citando i dati Istat: il 31,5% delle donne tra i 16 e i 70 anni ha subito violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Nel solo 2023 le denunce per violenza sessuale sono state oltre 6.200, con un’incidenza preoccupante tra le giovani e le minorenni. Il punto centrale della discussione riguarda il passaggio dal principio del consenso esplicito, libero e informato, a quello della semplice volontà contraria introdotto in Commissione Giustizia al Senato.

Il rischio di un ribaltamento del paradigma

Secondo Angelo Papio, la modifica proposta dalla senatrice Bongiorno stravolge il testo approvato bipartisan alla Camera a novembre. Mentre la prima versione metteva al centro il consenso esplicito come fondamento della liceità del rapporto, la nuova formulazione punirebbe l’atto solo in presenza di un dissenso espresso chiaramente dalla vittima. La Mastronardi avverte che questo non è un dettaglio lessicale, ma un ribaltamento pericoloso: il silenzio della donna, spesso dettato da paura o sottomissione, rischierebbe di renderla complice della propria violazione.

L’impegno concreto del Comune di Monopoli

La risoluzione approvata, nata dal dialogo con la rete delle associazioni coordinate dall’Arci Contrada 100, impegna formalmente il sindaco a rappresentare la contrarietà della città di Monopoli alla riformulazione del Ddl nelle sedi istituzionali. Il documento sollecita il ripristino del testo originario della Camera e promuove, in collaborazione con i centri antiviolenza locali, iniziative di sensibilizzazione sulla cultura del consenso rivolte in particolare alle giovani generazioni. Il voto unanime dell’aula rappresenta un segnale politico forte, con l’obiettivo di correggere la rotta legislativa prima che il testo torni in commissione dopo il referendum sulla giustizia.