Estimated reading time:1 minute, 59 seconds
A Monopoli si costruiscono case ma non quartieri: l’allarme di Monopoli 2030
Negli ultimi anni la città di Monopoli ha conosciuto una forte espansione urbanistica, caratterizzata dalla realizzazione di nuovi complessi residenziali moderni ed efficienti dal punto di vista energetico. La crescita edilizia rischia tuttavia di non viaggiare alla stessa velocità del contesto urbano e sociale che la circonda.
Molte delle nuove aree residenziali sorte nelle periferie risultano infatti ancora scarsamente collegate con il centro urbano. Chi sceglie di acquistare un’abitazione si ritrova frequentemente a vivere in contesti privi delle infrastrutture di base per la vivibilità quotidiana, come marciapiedi continui e sicuri, percorsi ciclabili connessi e un trasporto pubblico locale davvero efficiente.
Sulla questione è intervenuto direttamente Carlo Carparelli, Presidente dell’Associazione Politica Monopoli 2030, richiamando l’attenzione sulla necessità di rivedere le priorità dello sviluppo cittadino.
«Stiamo costruendo edifici all’avanguardia, ma non sempre stiamo costruendo quartieri all’altezza», dichiara Carparelli. «Chi decide di acquistare una casa, spesso investendo centinaia di migliaia di euro, si ritrova a vivere in contesti privi di collegamenti adeguati per una mobilità moderna e sostenibile. In numerosi casi mancano marciapiedi continui e sicuri, indispensabili per anziani, bambini e persone con disabilità, mentre le piste ciclabili sono spesso frammentate e il trasporto pubblico fatica a rispondere ai nuovi insediamenti».
Il nodo centrale riguarda anche la destinazione delle aree previste dagli strumenti urbanistici per i servizi pubblici, spesso affidate a soggetti privati che ne orientano l’utilizzo verso grandi strutture di vendita.
«Sempre più frequentemente tali spazi vengono orientati verso attività commerciali, in particolare grandi supermercati», prosegue il Presidente di Monopoli 2030. «Il risultato è che i nuovi quartieri finiscono per avere parcheggi e centri commerciali, ma pochi luoghi di incontro, poco verde pubblico realmente fruibile, poche piazze e quasi nessuno spazio destinato alla socializzazione. Il rischio concreto è quello di creare quartieri dormitorio, dove si vive ma non si costruisce una comunità».
Secondo l’associazione, la qualità di una città deve essere misurata attraverso lo spazio pubblico complessivo, in linea con quanto espresso dallo stesso Regolamento Edilizio del Comune di Monopoli in materia di sostenibilità e vivibilità.
«Riteniamo che la programmazione urbanistica debba cambiare prospettiva», conclude Carparelli. «Le nuove espansioni residenziali devono essere accompagnate contestualmente dalla realizzazione delle infrastrutture pubbliche necessarie: collegamenti pedonali sicuri, verde attrezzato e spazi di aggregazione. Una casa non è soltanto un appartamento, ma è il quartiere che la circonda. Ed è proprio dalla qualità dei quartieri che si misura la qualità di una città».
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista














