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Breve storia triste dei sacchetti con la cacca di cane abbandonati per le strade di Monopoli

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C’è una specifica categoria di proprietari di cani che si professa civile, ma lo è solo in presenza di testimoni. Sono quelle persone che si mostrano irreprensibili a favore di pubblico, ma che perdono ogni senso civico non appena credono di non essere più osservate.

La dinamica è ormai ben nota a chiunque cammini per le strade cittadine. Il cane fa i suoi bisogni e il padrone, sentendosi guardato dai passanti o dai residenti affacciati ai balconi, estrae il sacchetto e raccoglie diligentemente. Fin qui tutto perfetto. Il problema sorge un attimo dopo: con estrema disinvoltura, non appena lo sguardo di chi lo osservava si sposta, l’involucro viene lasciato cadere furtivamente sotto il marciapiede, magari nascosto tra le ruote delle auto in sosta o infilato in qualche fessura.

Un episodio emblematico, raccontato da un nostro lettore, descrive alla perfezione questo comportamento. Avendo sorpreso un signore compiere esattamente questo gesto, gli ha fatto notare l’inciviltà della cosa. La giustificazione ricevuta è stata la più classica delle scuse: la presunta mancanza di cestini nelle vicinanze. Un’affermazione che, alla prova dei fatti, si è rivelata palesemente falsa, poiché un contenitore per i rifiuti si trovava ad appena cinque metri di distanza.

Il punto centrale, tuttavia, va ben oltre la distanza dal primo cassonetto. Anche se il contenitore si fosse trovato a cinquanta o cento metri, questo non avrebbe in alcun modo giustificato l’abbandono dei rifiuti per strada. Avere un animale domestico è una scelta volontaria e bellissima, ma comporta doveri precisi. Se si decide di tenere un cane, ci si assume la responsabilità di ogni conseguenza pratica, compresa la pazienza di tenere in mano l’involucro chiuso fino al punto di raccolta più vicino.

Quetti comportamenti non solo inquinano l’ambiente inserendo plastica nell’ecosistema urbano, ma hanno un impatto diretto e sgradevole sulla vita di tutti gli altri residenti. Il risultato finale di questo civismo di facciata è che i pedoni finiscono per calpestare i rimasugli abbandonati ai bordi della strada, portando lo sporco altrui fin dentro le proprie case.

L’educazione e il rispetto per il bene comune non si applicano a intermittenza e non dovrebbero dipendere dalla presenza di un pubblico. Sarebbe auspicabile che lo sforzo impiegato nel fingere di pulire venisse semplicemente utilizzato per farlo davvero.