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Ospedale Monopoli-Fasano, FdI all’attacco: “Basta passerelle elettorali, il 4 maggio vogliamo tempi certi e verità sui costi”

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Il tempo delle rassicurazioni di facciata sembra ormai esaurito per il nuovo polo ospedaliero di Monopoli-Fasano. La politica regionale si appresta a vivere un lunedì di fuoco il prossimo 4 maggio, quando le Commissioni congiunte Sanità e Bilancio si riuniranno per affrontare quello che le opposizioni definiscono senza mezzi termini un caso di rilevanza nazionale. L’appuntamento, sollecitato con forza dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia Antonio Scianaro e Tommaso Scatigna (nella foto), punta a sollevare il velo su una struttura che, nonostante i proclami e le inaugurazioni in favor di telecamera, resta ancora oggi priva di personale medico e pazienti.

La critica sollevata dai rappresentanti del centrodestra colpisce direttamente l’assessore alla Sanità Donato Pentassuglia. Al centro del dibattito non ci sono solo i ritardi nel cronoprogramma, ma anche l’ombra delle recenti inchieste giudiziarie che hanno coinvolto figure chiave nella realizzazione dell’opera. Scianaro e Scatigna chiedono risposte nette su come sia stato possibile arrivare a un costo complessivo superiore ai 200 milioni di euro, alimentato da continue varianti in corso d’opera che rischiano di aggravare il già pesante buco della sanità pugliese, attualmente stimato in 369 milioni di euro.

La preoccupazione è che il nuovo ospedale possa trasformarsi in una cattedrale nel deserto proprio mentre il territorio si prepara all’assalto della stagione turistica. I consiglieri denunciano una situazione di emergenza nel vecchio presidio San Giacomo di Monopoli, dove il personale sanitario starebbe garantendo assistenza quasi a mani nude, in attesa di un trasferimento che appare ancora nebuloso nei modi e nei tempi. Oltre alla gestione dei camici bianchi, resta aperta la ferita della mobilità: i collegamenti per raggiungere la nuova struttura sono considerati ancora insufficienti per il vasto bacino d’utenza previsto tra le province di Bari e Brindisi.

Lunedì 4 maggio la Regione Puglia non potrà più nascondersi dietro vaghe promesse. Le opposizioni pretendono garanzie sulla funzionalità immediata e a pieno regime di tutti i reparti, rifiutando l’idea di un’apertura parziale o simbolica. La richiesta è chiara: servono risposte esatte per i cittadini pugliesi e per quegli operatori sanitari che, da troppo tempo, attendono di poter lavorare in una struttura moderna e sicura. Il consiglio regionale è chiamato a dimostrare che l’ospedale Monopoli-Fasano non sia solo un’opera architettonica ambiziosa, ma un servizio pubblico finalmente pronto a funzionare.