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Necessità di affittare casa? Ecco la mini-guida operativa per i proprietari

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Si ha un appartamento da affittare ma non si sa bene come muoversi per farlo? Ecco un piccolo vademecum utile per chi vuole mettere in affitto la propria casa, e vuole mettersi al riparo da possibili rischi dettati dall’inesperienza. 

Affittare un appartamento può essere una fonte di reddito non indifferente, a maggior ragione se l’immobile deriva da un’eredità e non si sa come sfruttarlo, avendo già un’altra abitazione.

Fino a qualche tempo fa il canale preferenziale per locare una proprietà era l’agenzia immobiliare, dove a trattativa conclusa bisognava pagare una provvigione per il servizio corrisposto. 

L’agente di norma si occupa degli adempimenti fiscali, consiglia il prezzo da chiedere all’inquilino e segnala gli eventuali lavori da fare all’interno dell’immobile per aumentare il valore dei locali. Inoltre, organizza le visite all’immobile dei potenziali inquilini. 

La buona notizia è che oggi non è più necessariamente così. Per mettere in affitto un appartamento non c’è più bisogno di affidarsi necessariamente a un’agenzia immobiliare, ma è possibile affidarsi a nuove opportunità online, con piattaforme nate e pensate per rendere l’esperienza di affittare/prendere casa in affitto veloce, sicura e pienamente aderente alle necessità del conduttore e del locatore. Tra le piattaforme online specializzate in affitti ZappyRent, risulta essere tra le più convenienti ed affidabili in Italia, distinguendosi per una serie di funzionalità pensate per rendere l’esperienza di locazione pratica e funzionale, anche senza doversi recare fisicamente alla casa adocchiata. 

Sul versante burocratico, è bene ricordare come tra gli step da compiere per mettere in affitto un immobile, quello più spinoso è senza dubbio il contratto.

Ne esistono di diverse tipologie, bisogna valutare con attenzione quello più adatto alle proprie necessità, ma la prima cosa da fare è comunque verificare di avere i requisiti giusti per poter affittare l’immobile.

Questi requisiti sono:

– avere l’immobile libero da pignoramenti, ipoteche o cartelle esattoriali;

– avere gli impianti a norma di legge e relativa certificazione energetica;

– disporre di elettrodomestici funzionanti, nel caso siano inclusi nel contratto d’affitto;

Una volta stabilito che l’appartamento detiene i requisiti necessari, bisogna procedere con la firma del contratto, da parte sia del proprietario che dell’inquilino.

Dopo la firma di entrambi, si hanno 30 giorni di tempo per registrare il contratto all’Agenzia delle Entrate, operazione che si può fare anche online, pagando in contemporanea l’imposta di bollo e quella di registro. La registrazione presso l’Agenzia delle Entrate deve essere fatta solo ed esclusivamente se l’affitto ha una lunga durata, se invece si tratta di un affitto breve – ad esempio meno di un mese – non c’è l’obbligo di registrare alcunché.

Ci sono delle regole anche per gli affitti brevi, sebbene meno stringenti. Tra i prerequisiti per accedere a questa modalità di locazione, troviamo obbligatoria la richiesta al locatario di una cauzione per la copertura di eventuali danni all’immobile, da restituire alla fine del periodo d’affitto se non si riscontrano problemi all’interno dell’appartamento.

Ma non finisce qui, alla fine del periodo di affitto il proprietario consegna la quietanza di pagamento all’inquilino; l’inquilino, a sua volta, paga la tassa di soggiorno al proprietario, il quale la verserà al fisco.Un ultimo consiglio per chi vuole mettere in affitto un appartamento: bisogna scegliere con giudizio gli inquilini. Come? Per esempio, prima di procedere con la stipula del contratto, si può richiedere di visionare le ultime due buste paga o l’ultimo Modello Unico, a seconda che l’inquilino sia un lavoratore dipendente o un libero professionista.