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E’ un coronavirus nuovo, mai visto prima dell’inizio di questo focolaio a Wuhan tra metà e dicembre. Sappiamo come è fatto perché il virus è stato isolato lo scorso 7 gennaio e la sua sequenza genetica è stata diffusa il 12 gennaio, il giorno dopo la notizia del primo decesso.
È stato ribattezzato 2019-nCoV e dal 20 gennaio sappiamo che può trasmettersi da uomo a uomo. Provoca sintomi molto simili a una normale influenza con raffreddore, febbre, difficoltà respiratorie, ecc. Ad oggi queste sono le uniche informazioni certe che abbiamo sul virus cinese. Il resto, infatti, sono solo ipotesi, informazioni parziali e confuse.
Incerta è l’origine di questo focolaio. Molti dei casi iniziali hanno riferito un’esposizione al Wuhan’s South China Seafood City market, il mercato del pesce cittadino dove erano comunque esposti altri animali vivi. Potrebbe aver avuto origine nei pipistrelli o nei serpenti.
Le teorie si basano sull’esame della sequenza del genoma del virus e due studi indicano il ruolo probabile dei pipistrelli nell’origine del virus. Ci potrebbe però essere stato un “ospite intermedio” e uno studio del Journal of Medical Virology identifica i serpenti come il possibile colpevole. Ma nessuno studio spiega ancora come il virus potrebbe essere stato trasmesso dagli animali all’uomo.
Pochissime sono le informazioni sul numero dei contagi. Le autorità segnalano 571 casi confermati in 25 regioni e altri 393 sono casi sospetti. Ma molti mettono in dubbio queste stime. Considerata la popolosità di Wuhan, che conta 11 milioni di abitanti circa, si ritiene difficile credere che i casi di infezione siano solo qualche centinaio. Uno studio britannico parla di almeno 1.700 casi.
Le persone decedute sono invece 17, tutte nella provincia di Hubei, in Cina centrale, e con un’età compresa tra i 48 e gli 89 anni. Sembra che la maggior parte dei pazienti deceduti avesse problemi di salute pregressi come la cirrosi, il diabete, l’ipertensione arteriosa e malattie coronariche.
Dopo il primo caso segnalato fuori la Cina, precisamente l’11 gennaio in Thailandia, oggi arrivata a quota tre contagi, è stato segnalato un singolo caso a Hong Kong, Macao, Taiwan, così come negli Stati Uniti, in Giappone e Repubblica di Corea.
Sulla base delle informazioni attualmente disponibili, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha diramato le seguenti raccomandazioni generali:
- Evitare il contatto stretto con soggetti affetti da infezioni respiratorie acute;
- Lavare frequentemente le mani, in particolare dopo contatto con persone malate o con il loro ambiente;
- Evitare contatti non protetti con animali di fattoria o selvatici;
- Persone con sintomi di infezione acuta delle vie aeree dovrebbero mantenersi a distanza;
- Coprire colpi di tosse o starnuti con fazzoletti usa e getta o con i vestiti;
- Rafforzare, in particolare nei pronto soccorso e nei dipartimenti di medicina d’urgenza, le misure standard di prevenzione e controllo delle infezioni.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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