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Si rinnova l’appuntamento con la Madonna della Madia. Il miracolo e la Monopoli più autentica

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di Michele Cristallo

Monopoli rinnova domani mattina una antica pagina della sua millenaria storia: una pagina di fede e di radicata tradizione religiosa che ha un insostituibile punto di riferimento, la Madonna della Madia alla quale i monopolitani hanno affidato la loro città. Il 16 dicembre una grande folla ricorderà il miracoloso approdo della zattera con a bordo l’icona della Vergine col Bambino. Quindi la processione fino alla basilica Cattedrale per la celebrazione della Santa Messa secondo un rito speciale. Un appuntamento importante per la gente di Monopoli, replicato poi con la grande festa, con notevole appendice laica, il 14 agosto. Quella del 16 dicembre ha invece un profondo significato religioso con uno spazio interamente dedicato alla liturgia in onore della Protettrice.

Una pagina di storia, dicevamo, che ci riporta a circa mille anni fa, nel 1117, epoca nella quale il vescovo Romualdo era impegnato nella costruzione della cattedrale su un precedente edificio di culto dedicato a San Mercurio intorno al 256 dopo Cristo. I lavori erano iniziati grazie anche a un generoso contributo del duca Roberto di Altavilla. Ma nel 1117 le risorse finanziarie erano esaurite quando era d completare il tetto del nuovo tempio. Una circostanza particolarmente so0fferta e che in un certo senso aveva appannato l’entusiasmo con la quale il vescovo e il popolo di Monopoli aveva intrapreso la costruzione che, tra l’altro, intendeva segnare il passaggio della diocesi alle dipendenze dirette della Santa Sede dopo secoli di subordinazione alla diocesi di Brindisi.

Ecco quindi il miracolo. Nella notte tra il 15 e il 16 dicembre di quell’anno 1117, apparve in sogno al sacrestano della cattedrale, Mercurio, la Madonna. La Vergine affidò a Mercurio un messaggio per il vescovo Romualdo: in sostanza lo incaricò di riferire a Romualdo che nel porto erano approdate le travi necessarie per la copertura della cattedrale in costruzione. Il sacrestano si precipitò dal presule per riferirgli il messaggio della Madonna, ma Romualdo non gli diede retta. Mercurio non si dette pace e tornò dal vescovo per ribadirgli quanto la Madonna gli aveva detto in sogno. Il vescovo questa volta lo cacciò dandogli dell’ubriaco e così anche una terza volta.

Durante la notte, però, accadde qualcosa di meraviglioso: tutte le campane delle chiese di Monopoli improvvisamente presero a suonare azionate dagli angeli. Nella città si sparse un comprensibile e diffuso allarme. Lo stesso vescovo e il clero scesero in strada e, con l’intera popolazione si recarono al porto. La zattera con il quadro della Madonna era lì, a portata di mano e Romualdo cercò di afferrarla, ma gli sfuggì perché si era ritirata verso il largo. Il vescovo comprese in quel momento la colpa per non aver creduto al racconto di Mercurio e chiese perdo no alla Vergine. Dopo il terzo tentativo riuscì a prendere il quadro e, con il seguito dei fedeli lo portò in processione nella cattedrale. Fu la prima processione della Madonna della Madia, che da quel momento fu nominata Protettrice della città. Quella processione torna a illuminare le notti di Monopoli, ogni anno, il 16 dicembre, come abbiamo ricordato all’inizio.

LA CATTEDRALE BAROCCA

Le travi della zattera furono quindi utilizzate per la copertura della cattedrale.

Quelle travi oggi sono conservate in una cappella della cattedrale che non è più quella romanica di Romualdo0 ma ha una fisionomia architettonica diversa. E’ la cattedrale barocca i cui lavori ebbero inizio nel 1742 sulle rovine della chiesa di Romualdo, per soddisfare le esigenze della popolazione, che chiedeva una chiesa più grande e maestosa. La nuova cattedrale fu completata nel 1772. Il quadro della Madonna della Madia fu collocato su una sorta di trono, in alto tra due archi trionfali, reso ancora più evidente dai marmi policromi che ornano quella parte dell’altare.

IL CICLO PITTORICO DI MICHELANGELO SIGNORILE

La Madonna della Madia era venuta dal mare per indicare la via della salvezza. Per questo è detta “Odigitria” che vuole dire appunto “indica la via”. Nel 1732 il Capitolo della Cattedrale intese ricordare l’evento in modo che ne restasse imperitura memoria. Pertanto affidò al pittore barese Michelangelo Signorile l’incarico di realizzare un ciclo pittorico. Signorile raccontò il miracolo in quattro tele: l’annuncio dell’arrivo nel sogno di Mercurio; l’accoglienza della popolazione alla Cala Batteria; la processione fino alla cattedrale; il completamento dei lavori del nuovo tempio con le travi necessarie alla copertura.

I quattro dipinti son o collocati di fronte alla Cappella dei Martiri. Si tratta di una preziosa testimonianza perché rappresenta, sia pure con qualche grossolano errore in qualche dettaglio, l’unica rappresentazione grafica della cattedrale romanica di Romualdo.

La leggenda è suffragata da una ipotesi secondo la quale una grande nave da carico, di proprietà di tale Euprasio, partita da Costantinopoli sarebbe naufragata proprio al largo di Monopoli. L’icona, di fattura bizantina, è’ detta della Madia, dalla parola spagnola, di origine araba “Almadìa” che indica la zattera. E’ una tempera su tavola 

e rappresenta la Madonna che regge con il braccio sinistro il Figlio Gesù verso il quale la Vergine orienta la sua mano destra per indicare il vero protagonista, colui che salverà l’umanità. A sua volta Gesù stringe nella mano sinistra un rotolo che secondo  l’interpretazione più plausibile vorrebbe indicare il Vangelo di Luca laddove Gesù lesse nella Sinagoga il passo del profeta Isaia sulla venuta del Messia, oppure ci rimanda all’Apocalisse laddove il Signore in trono ha nella mano un libro a forma di rotolo sigillato sul lato esterno con sette sigilli. La mano destra del Bambino è in atto benedicente. La Madonna indossa il “maforio” greco,simile al vestito di una monaca con una cuffia, sotto il velo, che copre i capelli.

Nella parte inferiore dell’icona due piccole figure: a destra un abate dell’Ordine di S. Basilio, a sinistra un diacono con un cero acceso. Nel 1768 fu fatta istanza al Capitolo Vaticano per ottenere il privilegio della incoronazione; il 15 gennaio 1769 il Capitolo Vaticano accolse l’istanza: le corone d’oro furono realizzate  dall’orafo Bartolomeo Baroni e applicate all’icona nel corso di un a solenne cerimonia l’8 luglio 1770.

I MIRACOLI

La Madonna della Madia è invocata dal popolo di Monopoli, ma anche di altri centri. Una particolare devozione è viva nella gente di Alberobello, Deliceto nel Foggiano, Castellana Grotte, Triggiano. I miracoli compiuti per intercessione della Vergine della Madia sono innumerevoli come testimoniano gli ex voto.

Tra quelli più famosi quello di un fanciullo caduto in un pozzo e tenuto sull’acqua miracolosamente da una donna vestita di bianco; poi il miracolo della peste sconfitta da un potente fulmine caduto sulla cattedrale; durante l’assedio della città ad opera del marchese Del Vasto, nel 1500, la Madonna apparve sul campanile della chiesa e respingeva le palle di cannone contro gli invasori: durante la seconda guerra mondiale, su centinaia di bombe lanciate sull’abitato, ne esplose solo una e uccise un cittadino forestiero; si racconta che durante lo stesso conflitto, nessuna bomba esplose nei luoghi nei quali era custodito un quadro della Madonna della Madia.