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Come riportato nell’edizione odierna della Gazzetta del Mezzogiorno, i lavori per il nuovo ospedale di Monopoli-Fasano sono ormai prossimi alla conclusione con una consegna delle opere prevista per marzo, ma l’effettiva apertura sanitaria della struttura subisce un ulteriore slittamento. Nonostante le promesse elettorali che ipotizzavano l’operatività entro il 2025, il vertice della task force regionale ha chiarito che il traguardo reale si sposta ora verso la primavera del 2026. Se dal punto di vista logistico le strade d’accesso sono in fase di ultimazione, la messa in funzione dei reparti richiede passaggi tecnici molto più articolati.
Il quotidiano sottolinea come il piano consegnato dal direttore generale della Asl, Luigi Fruscio, preveda una fase complessa dedicata all’installazione di mobili, attrezzature mediche e sistemi informatici, oltre ai relativi collaudi. Non meno critica è la gestione del personale: il passaggio dal vecchio al nuovo nosocomio richiederà una programmazione rigorosa per coordinare la sospensione dei ricoveri nella sede attuale e il contestuale trasferimento dei pazienti verso la nuova struttura d’eccellenza che, a regime, ospiterà circa 600 dipendenti.
L’articolo evidenzia infine le tensioni legate alla riorganizzazione del bacino d’utenza. L’apertura del polo Monopoli-Fasano comporterà la necessità di nuove assunzioni e, nel lungo periodo, la disattivazione di due ospedali di base della zona. Si tratta di un piano che non riguarda solo la sanità e i trasporti, ma che tocca equilibri politici delicati, con le forze di centrosinistra che già al termine della scorsa legislatura avevano manifestato forti resistenze su questo ridimensionamento territoriale.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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