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Il Radar pieno. Un mercoledì pomeriggio, alle 18. Emilio Romani torna a parlare in pubblico e Monopoli è lì ad ascoltarlo. Giovani, cittadini, imprenditori, politici di ieri e di oggi: tutti presenti a un appuntamento annunciato per giorni sui social, con manifesti in città e auto con megafono. Otto anni e ventuno giorni dopo il suo ultimo intervento pubblico, l’ex sindaco — che ha governato Monopoli per dieci anni e 71 giorni — sceglie un mercoledì, un orario scomodo, un posto grande. “Di solito questi incontri si fanno nelle sale piccole e nei giorni comodi”, ha detto. Stavolta no.
Prima di entrare nel merito, Romani ha chiarito un punto. Un amministratore in carica aveva sconsigliato la partecipazione all’incontro, definendola contraria a un progetto politico esistente. “Come si fa a definire contro un progetto, prima di aver sentito cosa hanno da dire le persone?”, ha replicato. E poi, con una punta di ironia: “La paura fa ancora 90, non solo nella Kabala, ma anche nella politica.”
Ma i motivi del suo ritorno non sono la critica o la polemica. “Non ho niente da chiedere e niente da fare, ma se mai dovesse servire sono qui per poter dare. Non ho mai fatto cose contro nella mia vita, ma solo per.” La prova tangibile? Il Radar stesso, che ospita l’incontro. “Ma la cosa che più mi riempie di orgoglio — ha detto — siete voi”, rivolgendosi direttamente al pubblico.
Il punto di partenza è semplice: capire se il disagio che si avverte sia di pochi o di tanti. “Se è bastata una frase postata due anni fa e un po’ di tam tam sui social per riempire questa sala, forse non si dibatte più? Forse non ci sono più luoghi dove poterlo fare?”
Sul turismo, Romani non usa giri di parole. La crescita porta effetti collaterali. “Vedo solo io un processo di espulsione dei residenti monopolitani dal centro storico? Monopoli sta cominciando a non essere più a misura dei monopolitani.” E c’è di più: la città si trova stretta tra alta tensione abitativa e alta densità turistica. “Questi due fenomeni sono in rotta di collisione. Quando si scontreranno, non sarà un giorno buono per nessuno.”
Romani ha anche anticipato quello che, secondo lui, accadrà nei giorni successivi: telefonate per dissuadere chi era presente. “Vi proporranno strade in discesa e fiumi di promesse. Ma quando ci si abitua a scendere si va sempre verso il basso. Quando ci si abitua alla fatica di salire, si può arrivare in cima.”
Chiusura aperta. “Se questa assemblea lo vorrà, sono disponibile a dare una mano. Adesso spetta a voi stabilire se il periodo del nostro respiro deve durare l’istante di un momento, oppure molto, ma molto di più.”
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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