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Crisi Manelli, il Tribunale nomina quattro commissari. Cmc rassicura i sindacati: «Priorità ai lavoratori»

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La crisi della Manelli Impresa di Monopoli entra in una fase decisiva. Il Tribunale di Bari ha nominato quattro commissari giudiziali nell’ambito della procedura di concordato preventivo avviata dalla società, alle prese con una pesante esposizione debitoria. Si tratta degli avvocati Eugenio Mangone e Silvia Maggi e dei commercialisti Ruggiero Pierno e Fabio Diomede, chiamati a vigilare sull’attività aziendale e a esaminare il piano di risanamento.

Un passaggio importante per il futuro dell’impresa monopolitana e dei suoi dipendenti, mentre proseguono le iniziative per garantire la continuità delle attività e la salvaguardia dei livelli occupazionali.

Parallelamente, i vertici della Cmc di Ravenna, società che ha acquisito Manelli e ne gestisce in affitto il ramo operativo, hanno incontrato le organizzazioni sindacali Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil. Al centro del confronto, il percorso di salvataggio delle società Cmc Coop e Manelli, la situazione economico-finanziaria e il rispetto degli impegni assunti nei confronti dei lavoratori.

L’incontro arriva dopo le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi dai sindacati, che avevano denunciato ritardi nel pagamento degli stipendi e difficoltà nel finanziamento dei cantieri, sollecitando risposte concrete sul futuro occupazionale.

A intervenire è stato il presidente di Cmc, Antonio Politano, che ha ribadito la volontà del gruppo di portare avanti il progetto di rilancio nonostante le difficoltà.

«Abbiamo assunto la responsabilità di Cmc Coop e Manelli ben consci delle gravi criticità strutturali in atto – ha dichiarato Politano –. È una sfida industriale complessa, che abbiamo scelto di affrontare con la convinzione di poter mettere in sicurezza non solo i bilanci, ma soprattutto i lavoratori e un patrimonio di competenze fondamentale per il Paese».

Sul fronte operativo, Cmc ha confermato l’obiettivo di completare entro gennaio 2027 il subentro in 65 cantieri, per un valore complessivo di circa 6 miliardi di euro. Un’operazione di notevole portata, considerata strategica per assicurare continuità alle commesse e sostenere il percorso di riorganizzazione industriale.

Secondo quanto riferito dalla stessa società, l’esposizione debitoria iniziale di Manelli sarebbe già stata ridotta in misura significativa grazie all’intervento di Cmc. Per la parte restante è stata presentata la domanda di concordato preventivo, sulla quale si concentrerà ora l’attività di verifica nell’ambito della procedura giudiziaria.

Restano tuttavia aperti i nodi relativi alla regolarità delle retribuzioni, alla disponibilità delle risorse per i cantieri e alle garanzie occupazionali. Questioni sulle quali i sindacati continueranno a mantenere alta l’attenzione, in attesa che agli impegni annunciati seguano risultati concreti.

Per Manelli, storica realtà imprenditoriale di Monopoli, si apre dunque una fase cruciale, dalla quale dipenderanno non soltanto il futuro industriale dell’azienda, ma anche quello dei lavoratori e delle numerose attività collegate al sistema degli appalti.