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Le celebrazioni del 25 aprile a Monopoli hanno innescato un acceso scontro politico che vede al centro della bufera Alessandro Scisci, vicepresidente del consiglio comunale. La scintilla è scoppiata a seguito di un contenuto pubblicato sui social dall’esponente istituzionale, il quale ha dichiarato apertamente di non avere nulla da festeggiare in occasione dell’anniversario della Liberazione. A rendere la posizione ancora più controversa è stata la scelta di accompagnare il messaggio con riferimenti e simbologie che richiamano esplicitamente il periodo coloniale fascista, nello specifico attraverso le note di Faccetta nera.
La reazione del Partito democratico locale è stata immediata e categorica. Gli esponenti del Pd Monopoli hanno chiesto formalmente le dimissioni di Scisci, sottolineando l’incompatibilità tra il ruolo istituzionale ricoperto e l’ostentazione di sentimenti nostalgici. Secondo i rappresentanti dem, il 25 aprile rappresenta un momento di unità e memoria collettiva per la stragrande maggioranza dei cittadini, e diventa divisivo solo per chi osserva la storia con ambiguità o rimpianto. La nota politica ribadisce che tali esternazioni risultano inaccettabili proprio per la funzione pubblica rappresentata dal vicepresidente.
Sulla questione è intervenuta con fermezza anche la consigliera comunale di Manisporche-Sinistra Italiana, Maria Angela Mastronardi. La consigliera ha definito politicamente grave il segnale lanciato da Scisci, sottolineando come non si tratti di una semplice opinione personale ma di un distanziamento dal quadro democratico e dall’atto fondativo della Repubblica. Mastronardi ha inoltre ravvisato un’operazione politica più ampia da parte della maggioranza, criticando la scelta di sostituire Bella ciao con Il Piave mormorò durante le celebrazioni ufficiali, interpretandola come un tentativo di riscrivere il significato della lotta antifascista. Per questo motivo, mercoledì in consiglio comunale verrà chiesta formalmente contezza delle dichiarazioni social del vicepresidente.
Anche il primo cittadino di Monopoli, Angelo Annese, ha preso con decisione le distanze dall’accaduto. Pur guidando una coalizione di centrodestra, il sindaco ha definito il gesto di Scisci come un’iniziativa strettamente personale compiuta con leggerezza. Annese ha voluto ribadire che la Liberazione è un valore fondante che deve accomunare tutte le parti politiche, senza distinzioni o esclusioni. Per il sindaco si tratta di una ricorrenza che appartiene a tutti e che va onorata come simbolo di libertà e coesione nazionale.
Al coro di critiche si è aggiunto il consigliere Pietro Brescia, il quale ha rimarcato come l’assenza di etica in politica non debba autorizzare chi riveste ruoli istituzionali a manifestare simpatie per il fascismo. Brescia ha esortato il sindaco a pretendere scuse ufficiali, auspicando decisioni drastiche per preservare la credibilità delle cariche comunali. Il caso ha ormai travalicato i confini locali, riaccendendo il dibattito sull’opportunità di manifestare determinate posizioni storiche per chi siede tra i banchi di un’assemblea democratica.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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