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Nuovo Ospedale il Comitato frena: «Sarà attivo solo a metà, serve vigilanza». E poi: «Attivare un pronto intervento al San Giacomo»

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Una conquista storica per il territorio, ma anche un avvio denso di nodi da sciogliere. La Conferenza delle associazioni per la difesa delle strutture sanitarie cittadine, guidata dal coordinatore Angelo Giangrande, accoglie con favore il traguardo del nuovo polo ospedaliero, rimarcando però la necessità di mantenere alta l’attenzione sul piano dei servizi e della logistica. L’opera rappresenta un passo avanti cruciale nel panorama pugliese, interrompendo un digiuno di edilizia sanitaria che nella regione durava da oltre vent’anni.

Il comitato rivendica con forza il proprio ruolo storico nel percorso che ha portato alla nascita dell’infrastruttura, ricordando la decisione del 9 gennaio 2012 quando fu ottenuto lo spostamento della sede originaria da Speziale di Fasano verso nord, ampliando il bacino d’utenza anche ai comuni di Monopoli, Polignano a Mare e Conversano. «Un fatto storico che va ricordato» sottolinea il sodalizio, «perché altrimenti il nuovo ospedale sarebbe sorto a Speziale di Fasano, nel silenzio assordante di chi doveva vigilare, e con buona pace del nostro che sarebbe rimasto un semplice ospedale di base».

Le preoccupazioni principali dei rappresentanti dei cittadini si concentrano ora sulla reale operatività della struttura al momento del taglio del nastro. Il timore espresso è quello di un’attivazione parziale, limitata al trasferimento dei reparti attualmente attivi al San Giacomo di Monopoli. «Non entrerà in funzione nella sua interezza ma al momento vi si trasferiranno le unità operative e i servizi funzionanti nel San Giacomo, quindi avremo un mezzo nuovo ospedale perché dei 299 posti letto previsti ne funzioneranno circa la metà», denuncia il comitato, che lancia anche l’allarme sul possibile blocco del trasferimento dei reparti da Putignano a causa di pressioni politiche locali.

Parallelamente, l’attenzione resta alta sul futuro del vecchio ospedale cittadino. La richiesta per il San Giacomo è l’attivazione immediata di un Punto di primo intervento per gestire i codici minori ed evitare il sovraffollamento del nuovo polo, insieme a un’accelerazione sui lavori della Casa della salute. Criticità vengono sollevate infine anche sul piano dei trasporti pubblici, giudicando il capolinea previsto in via Lagravinese troppo distante per i residenti del centro storico e della zona murattiana. Per fare chiarezza su tutti questi aspetti e contrastare la disinformazione, il comitato ha annunciato l’intenzione di convocare a breve un’assemblea pubblica con i vertici della sanità locale.