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Iaia, la sicurezza e il cuore fragile degli alberi

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“Sui social circolano molte foto di abbattimenti, ma per capire davvero il motivo di certe scelte bisogna guardare dentro il legno. La trasparenza è il nostro primo impegno verso i cittadini”. Con queste parole l’assessore ai lavori pubblici di Monopoli, Cristian Iaia, chiarisce la posizione dell’amministrazione comunale sulla gestione del verde. Secondo l’assessore, le immagini dei tronchi sezionati parlano da sole e mostrano critiche condizioni interne che rendono i tagli inevitabili per la sicurezza collettiva.

Tra le problematiche riscontrate spiccano i “vuoti strutturali: in molti casi, il cuore dell’albero era letteralmente sparito, lasciando solo un sottile guscio esterno”. A questo si aggiunge la “carie profonda: il legno appare polveroso e decomposto, segno di malattie fungine avanzate che ne hanno compromesso la tenuta”. L’assessore sottolinea che il “rischio schianto” è la preoccupazione principale, poiché “un albero in queste condizioni non è più una risorsa, ma un pericolo pubblico che può cedere improvvisamente”.

Dalla rimozione alla rinascita del verde

L’intervento del Comune non si limita però all’abbattimento degli esemplari compromessi. “Non ci fermiamo alla rimozione. La fase successiva è già visibile nelle nostre strade”, spiega Iaia, illustrando il piano di rigenerazione urbana in corso. “Abbiamo sostituito gli esemplari malati con alberi giovani e sani. Le aiuole sono state ripulite, ampliate e arricchite con essenze mediterranee che migliorano l’estetica e la biodiversità locale”.

L’obiettivo finale è garantire che “oggi i cittadini possono passeggiare sotto alberi che non rappresentano più una minaccia, ma una garanzia di ombra e bellezza per il futuro”. L’assessore conclude il suo messaggio con una riflessione sulla necessità di queste operazioni: “Abbattere un albero malato è un atto di responsabilità. Piantarne uno nuovo è un atto di speranza. Stiamo trasformando un rischio in un’opportunità di rinnovo per il patrimonio arboreo di Monopoli”.