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Leggiero replica a Contento: “Nessuna caccia alle poltrone, serve solo un bilancio amministrativo”

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Il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Franco Leggiero, interviene con fermezza per rispondere alle recenti dichiarazioni della consigliera Contento riguardanti presunte tensioni interne alla maggioranza. Leggiero smentisce categoricamente l’ipotesi di una lotta per il potere, definendo le accuse come semplici speculazioni. “Smentisco categoricamente le ambizioni e i calcoli elettorali che mi vengono attribuiti”, ha dichiarato l’esponente del centrodestra, intenzionato a fare chiarezza sulla propria posizione politica.

Secondo Leggiero, l’uso di termini quali dormienza, apatia e immobilismo è tipico di “chi non ha mai governato una città”, respingendo al mittente le critiche sull’efficacia dell’azione amministrativa. Il consigliere ha precisato che la sua sollecitazione non era volta a ottenere incarichi, ma a promuovere un’analisi costruttiva: “Non ho mai chiesto un rimpasto in giunta, ma un momento per verificare lo stato dell’arte dell’attività amministrativa per, laddove servisse, dare un’accelerata o un raddrizzamento di tiro”.

Questa fase di verifica viene descritta come un passaggio naturale e consueto per ogni amministrazione, indipendentemente dal colore politico. Leggiero ha ribadito che si tratta di un semplice momento di pausa finalizzato a ottimizzare il lavoro per la città, lontano dalle logiche di spartizione dei posti. “In tutte le amministrazioni, di centrodestra o centrosinistra, c’è sempre stato un momento di riflessione di questo tipo”, ha aggiunto per sottolineare la normalità della sua proposta.

In chiusura, il rappresentante di Fratelli d’Italia ha voluto spegnere definitivamente ogni polemica relativa alla sua possibile nomina come assessore. “Non ho mai avuto, ma soprattutto non ho, la velleità di ricoprire un posto in giunta, perché ho sempre preferito dare il mio contributo da consigliere comunale”, ha concluso Leggiero, confermando la volontà di proseguire il suo impegno civico tra i banchi del consiglio senza ambire a ruoli esecutivi.