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Monopoli, stangata Cup del 60%: Napoletano sotto accusa tra polemiche e mancato confronto

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Il Comune di Monopoli ha disposto l’annullamento delle agevolazioni fiscali risalenti al 2008, portando a un incremento del 60% della tassa per l’occupazione del suolo pubblico (Cup). La decisione, motivata dal vicesindaco e assessore al Bilancio e Tributi Napoletano con la necessità di uniformare il trattamento economico tra centro storico e centro murattiano, ha sollevato forti proteste da parte degli esercenti e del consigliere Christian Campanelli, i quali lamentano una totale mancanza di concertazione e un tempismo inadeguato viste le criticità logistiche della zona.

Tra equità fiscale e rigidità amministrativa

La posizione dell’assessore Napoletano punta a una normalizzazione tariffaria che però sembra non tenere conto delle specificità operative del borgo antico. Se da un lato l’obiettivo del pareggio dei costi tra quartieri può apparire corretto sotto il profilo amministrativo, dall’altro l’applicazione di un rincaro così netto, senza una fase di transizione o un confronto diretto con le categorie, denota una gestione che privilegia l’uniformità tecnica rispetto al dialogo con il tessuto produttivo locale. L’approccio, orientato più ai numeri che alle dinamiche del territorio, rischia di creare un distacco tra le scelte di Palazzo di Città e le reali esigenze di chi investe nel turismo.