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Il Comune di Monopoli ha scelto di rendere omaggio alla memoria dei diciannove italiani che persero la vita nell’attentato terroristico in Iraq del 2003. Con l’ordinanza numero 28 del 15 gennaio 2026, l’Amministrazione comunale ha disposto l’intitolazione dell’area compresa tra le vie Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e Sandra Mondaini, che da oggi assume ufficialmente la denominazione di Giardino Caduti di Nassiriya.
Questa decisione istituzionale rappresenta un atto di profondo valore civile e simbolico, volto a consolidare la memoria storica della comunità locale e nazionale. La scelta di dedicare uno spazio pubblico a questi uomini nasce dalla volontà di onorare chi ha sacrificato la propria vita durante una missione internazionale di pace, operando con dedizione e spirito di servizio in un territorio segnato da forti tensioni.
L’iniziativa ha preso forma grazie alle sollecitazioni giunte da importanti realtà associative del territorio. Sono stati infatti l’Istituto del Nastro Azzurro e l’Associazione Nazionale Carabinieri di Monopoli a presentare formalmente la proposta, facendosi portavoce dei valori di attaccamento allo Stato e rispetto per il sacrificio dei militari e dei civili coinvolti.
Il 12 novembre 2003 rimane una data indelebile nella storia recente dell’Italia. L’esplosione presso la base Maestrale causò la morte di dodici carabinieri, cinque militari dell’Esercito e due civili. Si è trattato del più grave tributo di sangue versato dalle forze armate italiane dalla fine del secondo conflitto mondiale.
Attraverso questa intitolazione, la città intende ricordare singolarmente ogni vittima di quel tragico evento: Massimiliano Ficuciello, Enzo Fregosi, Giovanni Cavallaro, Alfonso Trincone, Alfio Ragazzi, Massimiliano Bruno, Daniele Ghione, Filippo Merlino, Silvio Olla, Giuseppe Coletta, Ivan Ghitti, Andrea Filippa, Domenico Intravaia, Horatio Maiorana, Emanuele Ferraro, Alessandro Carrisi, Pietro Petrucci, Stefano Rolla e Marco Beci.
Il nuovo Giardino Caduti di Nassiriya diventa così un luogo di riflessione sul senso del dovere e sulla responsabilità di chi rappresenta l’Italia nel mondo, contribuendo ai processi di stabilizzazione e cooperazione internazionale anche a rischio della propria incolumità.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista













