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Verde pubblico a Monopoli, scontro aperto tra maggioranza e opposizione

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La gestione del patrimonio arboreo cittadino accende il dibattito politico a Monopoli. Al centro della contesa, la recente relazione agronomica del Comune e il piano di abbattimenti e nuove piantumazioni che sta interessando diverse vie del centro urbano.

Da un lato, la consigliera del Partito Democratico Silvia Contento solleva forti dubbi sulla strategia adottata negli ultimi dieci anni. Citando i dati tecnici, Contento sottolinea come su oltre mille alberi esaminati solo uno sia in condizioni ottimali. «È un segnale evidente che la prevenzione è mancata o è stata insufficiente» attacca l’esponente dem, aggiungendo che molti danni radicali sarebbero stati causati da «rifacimento di strade e marciapiedi che hanno compromesso la stabilità delle piante».

Non si è fatta attendere la replica della maggioranza attraverso la consigliera Samanta Napoletano, che respinge le accuse di scarsa programmazione. Secondo Napoletano, le scelte attuali sono figlie di una necessaria evoluzione: «Quando furono piantumati alberi in vie come via Vittorio Veneto e via Trieste, si trattava di aree allora fuori città». Con la crescita dell’abitato, la convivenza con specie come i pini è diventata problematica per la sicurezza stradale.

La consigliera di maggioranza rivendica inoltre un saldo positivo tra piante rimosse e nuovi innesti: «Si tratta di sostituire e implementare, non di eliminare». Napoletano definisce le critiche delle opposizioni come «polemiche strumentali» che non terrebbero conto del lavoro tecnico svolto dagli uffici per scegliere specie più adatte al contesto urbano moderno.

Di parere opposto Silvia Contento, per la quale la sicurezza non può essere una giustificazione a posteriori per abbattimenti massivi: «La sicurezza si costruisce attraverso manutenzione costante e programmazione seria, affinché le piante non arrivino mai a condizioni di rischio elevato». La sfida per il futuro del verde monopolitano resta dunque aperta, tra la necessità di garantire l’incolumità pubblica e l’esigenza di tutelare l’identità paesaggistica della città.