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Esito referendum a Monopoli, Sinistra italiana – Avs: la vittoria del No è un segnale dei giovani e del Sud

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All’indomani della consultazione referendaria, Domenico Sampietro, segretario di Sinistra italiana Monopoli, analizza il risultato elettorale sottolineando il valore della Carta Costituzionale per i cittadini. “C’è una cosa che gli italiani non vogliono assolutamente: che la Costituzione venga modificata senza un percorso di ampia condivisione. Questo referendum lo ha confermato ancora una volta: la Carta Costituzionale, creata dalle macerie del secondo dopoguerra a tutela di tutte e tutti, è letta e vissuta come l’argine del diritto, a prescindere da visioni ideologiche”.

Secondo l’esponente di Sinistra italiana, la proposta è stata percepita come un attacco agli equilibri democratici: “Il furbo tentativo di modificarla, camuffando come riforma della giustizia una proposta che avrebbe modificato per sempre l’equilibrio tra i poteri dello Stato, è stato letto dalla maggioranza degli italiani come atto ostile, unitamente alla mancanza di qualunque riferimento alle leggi attuative che sarebbero state predisposte, successivamente, dal Governo”.

A Monopoli il dato del No ha superato la media nazionale, attestandosi al 55,03% con 11.475 voti. Un risultato che Sampietro attribuisce alla mobilitazione collettiva: “Frutto del grande lavoro del Comitato referendario, dei partiti del centro-sinistra, ma anche di quelle tante realtà associative che hanno deciso di schierarsi, oppure di sviluppare momenti informativi specifici. Una città che si è dimostrata aperta al dialogo, quando lasciata libera di esprimersi”.

Per Sinistra italiana – Avs, il bilancio è estremamente positivo, con il No sostenuto dal 93% del proprio elettorato. Tuttavia, l’aspetto più rilevante riguarda la partecipazione delle nuove generazioni e delle regioni meridionali. “Il dato più importante che emerge da questa consultazione referendaria è il rinnovato protagonismo dei giovani e del Sud. Sebbene poche Regioni abbiano registrato in controtendenza la vittoria del Sì, i dati a sostegno del No nel centro-sud sono stati davvero importanti, e di gran lunga superiori rispetto a quelli del Nord. La Puglia ha contribuito portando il No al 57,14%”.

L’analisi si sposta poi sulla spaccatura generazionale emersa dalle urne, con un distacco netto tra gli elettori più giovani e quelli più anziani. “Ancora più forte la scelta dei giovani, tanto da poter parlare di una vera e propria mobilitazione sociale. La fascia 18-34 anni ha espresso la propria contrarietà alla riforma per il 61,1%; la fascia 35-54 per il 53,3%; oltre i 55 anni, il parere sulla riforma è sostanzialmente in bilico”.

Il segretario conclude con un ringraziamento particolare ai ragazzi impegnati nei seggi e un richiamo alle priorità dell’agenda politica: “Una spaccatura demografica di cui tenere conto: mentre i più giovani si sono impegnati al massimo per votare (anche facendosi designare rappresentanti di lista da fuorisede, come successo anche a Monopoli: grazie!!!), una parte corposa dei più grandi andava a votare sì. Si tratta di quei giovani che hanno animato le piazze per la Palestina, che oggi si dichiarano apertamente contro la guerra, che chiedono di far parte di un’agenda politica che prenda decisioni chiare e coraggiose. È quanto mai importante partire da loro: dalle tutele, dal lavoro, dalla casa, dal diritto di costruirsi una vita non troppo precaria e di essere felici. Non a caso, hanno scelto la Costituzione”.