Le ultimissime
ItaliaFreePress

Demolizione della “Modugno”, Manisporche: ennesima vergogna

Estimated reading time:1 minute, 58 seconds

Riceviamo da Manisporche:

Un’Amministrazione sorda a qualsiasi appello giunga dai suoi concittadini, sta usando l’ennesima violenza a un tessuto urbano, che non ha mai rispettato da quando è a Palazzo di Città .La prima foto è delle 8,30 del 25 novembre, l’altra delle 12,30. In quattro ore un Bene Pubblico è stato devastato sulla base di una serie di falsità.

IL RISCHIO DI UN CROLLO – Un edificio di un piano, transennato da tempo, non avrebbe arrecato danno neanche se fosse crollato all’improvviso. Inoltre, con la demolizione in corso, portata avanti con inaudita protervia, si impedirà al Tecnico di Ufficio, nominato dal Giudice, di fare le opportune verifiche sulla stabilità dell’edificio. O meglio, degli edifici, dato che si sta parlando di tre blocchi di fabbrica distinti tra loro, nella struttura e nel tempo.

LIBERARE LA VISTA DEL MARE- Man mano che viene giù tutto, si “restituisce la vista mare” a non più di una decina di nuclei familiari, mentre scompaiono 600 metri quadrati di locali che, adeguatamente riqualificati, avrebbero potuto essere a disposizione di iniziative e manifestazioni pubbliche. Il paradosso è che l’ex deposito dei minibus elettrici, realizzato solo pochi anni fa dagli stessi Amministratori vedrà un potenziamento di spazi e funzioni che occuperanno ancora di più la vista del mare di tutta la via Europa Libera.

IL VERDE E L’OMBRA- Annese&C. superano ogni limite di decenza, umana e politica, affermando di voler demolire 600 metri quadrati di proprietà comunale per fare posto a una piazza e al verde, quando essa stessa ha deprivato gli spazi pubblici, adiacenti all’ex scuola e più vicini al mare, di ogni traccia di vegetazione arborea. Ha preferito situare sul lungomare campetti sportivi e una spianata di lastre di pietra, senza un disegno di piazza. L’altra parte pubblica è stata adibita a parcheggi a pagamento e a una pista di skateboard. Le poche aiuole rimaste ospitano bassi cespugli e alberi sporadici. La visione?Asfalto e cemento sul mare!

COSA PAGHERA’ LA COMUNITA’- Si perde la memoria di un luogo, che ha svolto per quasi un cinquantennio un ruolo chiave nello sviluppo culturale e sociale del centro storico.Sarà necessario rimediare agli errori grossolani che oggi si stanno compiendo.La Comunità tutta dovrà far fronte alle enormi spese legali che le ruspe dell’Amministrazione stanno determinando, in quanto è in corso un contenzioso del Comune con un Privato, al quale il Comune stesso aveva affidato la gestione dell’edificio e degli spazi pubblici.

https://michaelbolton.it/it/55-collezioni