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 Johnson & Johnson, il vaccino dimenticato e la seconda dose in arrivo

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Moderna e Pfizer. Negli ultimi mesi si sente parlare solo di questi due vaccini anti-coronavirus. Ma chi fine ha fatto il siero a vettore virale di Johnson & Johnson? Per capirlo dobbiamo fare un passo indietro.

A metà luglio, come riportato anche dal quotidiano Huffingtonpost, le regioni avevano chiesto alla struttura commissariale la sospensione delle consegne, causa scarso utilizzo, sia per Johnson & Johnson, sia per AstraZenecaL’inutilizzo prolungato nel tempo rischiava infatti di portare a scadenza interi lotti di vaccino. E così è successo. Insomma, il vaccino monodose che sembrava una piccola rivoluzione nel contrasto alla pandemia di COVID-19, d’improvviso è quasi sparito dai radar per inutilizzo. Molte fiale sono rimaste nei frigoriferi, altre sono già scadute: ecco che fine ha fatto il farmaco prodotto dalla società statunitense.

Ma ci sono novità. Come ha riportato anche dall’autorevole New York TimesJohnson & Johnson ha presentato alla Food and Drug Administration, agenzia del farmaco Usa, la richiesta di autorizzazione per un richiamo del proprio vaccino anti-COVID nei soggetti con età pari o superiore ai 18 anni.
La società ha dichiarato che il richiamo somministrato 56 giorni dopo la prima dose fornisce una protezione del 94% contro la malattia sintomatica e al 100% contro la malattia grave, a partire dai 14 giorni dopo il richiamo.

A tale proposito Marco Cavaleri, responsabile vaccini e prodotti terapeutici per COVID dell’Agenzia Europea del Farmaco (Ema), ha dichiarato: “Siamo in contatto con Johnson & Johnson per capire quando ci sarà un pacchetto di dati clinici che possa supportare una potenziale autorizzazione di una seconda dose anche in Italia del suo vaccino monodose. Sono recentemente stati diffusi da J&J i dati di un ampio studio su sicurezza ed efficacia delle due dosi, ma con un intervallo di 2 mesi l’una dall’altra”.