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Riceviamo e pubblichiamo:
Il bilancio di previsione anche quest’anno non è stato condiviso con le parti sociali in dissonanza con quanto previsto dallo STATUTO COMUNALE, una disattenzione che invalida la partecipazione democratica e danneggia i cittadini. È un bilancio che si rivolge a una popolazione che al 1° gennaio 2025 è di 48.016 abitanti, 146 in meno rispetto all’anno precedente.
La spending revue con tagli alle regioni,ai comuni e alle città metropolitane e la manovra che sarà varata non lasciano presagire nulla di buono per gli enti locali e con molta probabilità comporterà adeguamenti al bilancio, ma non ci è sembrato di leggere quali misure compensative saranno introdotte per evitare che queste criticità si ripercuotano sui cittadini.
La maggior parte delle spese correnti sin’ora ha tratto finanziamento dalle tasse che paghiamo noi cittadini. E malgrado la pressione fiscale pro-capite ammontia 700 euro,ben superiore alla media nazionale di 550 euro, non c’è un solo cenno su un possibile suo allentamento. La vera novità è la tassa di soggiorno per cui gli introiti passano da 970mila euro a 1milione e 800mila euro.
papio mastronardi manisporcheIl Piano Triennale delle opere pubbliche è un programma che include molte opere non finanziate nel primo anno di attuazione e crediamo che possa essere sovrastimato o non realistico. In più registriamo uno slittamento di tanti progetti ad annualità successive.
Vi è un’ormai generale e conclamata mancanza di visione e di capacità programmatoria e gli unici interventi di rilievo sono quelli ascrivibili al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.Temiamo che molte opere del Piano triennale non saranno mai realizzate e che molte fonti di finanziamento resteranno una speranza.
Per la cultura vi è una riproposizione degli eventi degli scorsi anni con qualche novità. Noi crediamo che si dovrà porre grande attenzione a far evolvere la cultura da lancio di un prodotto ad accompagnamento di un processo. Perché qualora resti un prodotto inevitabilmente guarderà al cliente e al PIL ma non a creare comunità.
Poco entusiasmo nel settore turistico lo esprimiamo nei confronti di alcuni eventi a dir poco “ESAGERATI”. Ne prendiamo uno, il Natale. Non entriamo nel merito dell’opportunità, nè della gradevolezza di quello che c’è nelle piazze, ma sui costi non possiamo tacere: oltre 400 mila euro a cui aggiungere il Capodanno da 86mila euro, ci sembrano uno sproposito.
Se poi lo confrontiamo con quanto viene speso per l’aiuto al canone di affitto non può, quest’ultimo, che sembrarci una mancia. Con la delibera del 9 dicembre scorso sono impegnati 165mila euro per l’aiuto al canone di affitto, così come lo fanno Conversano e Fasano con un numero di abitanti di gran lunga inferiore. Confrontando l’impegno di spesa con città ugualmente popolate come Monopoli, l’aiuto ammonta a cifre ben più alte. Uno sforzo in più si sarebbe potuto e dovuto fare, moderando altri impegni di spesa e rimpinguando la posta in bilancio per il canone di affitto.
Sugli affitti brevi più volte abbiamo richiamato l’attenzione dell’amministrazione con delle proposte nell’ottica di una regolamentazione del settore, senza mai ricevere ascolto.
E se il turismo è l’economia che tira e l’intento è quello di un investimento importante per destagionalizzare… Benissimo! Ma ricordiamoci che la maggiore pressione demografica comporta un’usura del territorio e spinge in alto i prezzi al dettaglio dei beni. La spesa ordinaria per i residenti a Monopoli è aumentata ben oltre il livello di inflazione.
Dovendo tirare le somme, è un previsionale ordinario, privo di visione, frammentato, poco attento ai bisogni veri dei cittadini e con solo alcunissimi sprazzi di luce.
È avaro di risposte ai problemi del Paese. E mentre moltissimi occupati non riescono, pur lavorando, a uscire da una condizione di povertà, l’unica soluzione viene trovata nel raddoppio della tassa di soggiorno. Nella nostra città, si registra accanto ad un apparente benessere, un crescente disagio sociale, per cui il punto non è far quadrare semplicemente i conti, ma a chi far pagare il conto e l’amministrazione, con pervicacia ha deciso di farlo pagare sempre agli stessi, ai pensionati e ai lavoratori dipendenti.
Le scelte di dove allocare le risorse devono tenere conto di una scala di priorità degli impieghi, prediligendo la compiuta realizzazione delle finalità istituzionali dell’ente locale e la piena effettività dei diritti costituzionalmente garantiti. Non si può sempre stare nei limiti del possibile, senza immaginare nuovi scenari di uguaglianza e giustizia sociale e ambientale
Rappresentare e organizzare l’interesse collettivo è il nostro obiettivo principale e non smetteremo di batterci perché la politica non faccia quello che conviene ma quel che è giusto.
Angelo Papio
Maria Angela Mastronardi
(consiglieri comunali di Manisporche-Sinistra Italiana)
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista













