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Chiusa nel 2021 a causa dei livelli eccessivi di gas radon, l’ex scuola dell’infanzia di via Procaccia è oggi un simbolo di abbandono e incuria. Un destino amaro per una struttura che, solo un anno dopo la chiusura, sembrava poter rinascere grazie a un ambizioso progetto di riqualificazione.
«Nel giugno 2022, la Giunta Comunale aveva approvato un piano da 2,8 milioni di euro per trasformare l’edificio in uno spazio dedicato ai minori, ai disabili e agli anziani, candidandolo ai fondi del PNRR», ricorda Carlo Carparelli, referente di Monopoli 2030 (nella foto). «Era un’opportunità concreta per restituire alla comunità un luogo di aggregazione e servizi, in linea con le esigenze sociali del territorio».
Tuttavia, con l’insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Annese e dall’Assessore ai Lavori Pubblici Christian Iaia, il progetto è stato accantonato senza che venissero proposte alternative valide. «Una scelta che ha di fatto condannato la struttura a un progressivo degrado, privando la città di un potenziale bene comune», sottolinea Carparelli.

«Chiediamo che l’amministrazione torni a occuparsi di questa realtà», prosegue il referente di Monopoli 2030. «È fondamentale destinare l’edificio a un utilizzo concreto per la comunità, recuperando il progetto del 2022 o avviandone uno nuovo con fondi PNRR o FESR. L’ex scuola dell’infanzia potrebbe diventare un centro polifunzionale, un auditorium, aule studio o uno spazio dedicato agli anziani e ai disabili. L’inerzia politica non deve limitare la fruibilità di beni e servizi per la collettività».
Monopoli 2030 ribadisce l’importanza di agire tempestivamente per evitare che l’ex scuola dell’infanzia diventi un ulteriore simbolo di disinteresse verso il patrimonio pubblico. «La riqualificazione di via Procaccia rappresenta non solo un’opportunità per migliorare la qualità della vita dei cittadini, ma anche un segnale di attenzione verso le fasce più vulnerabili della popolazione», conclude Carparelli.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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