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Ci sono foto e chat ritenute «di estremo interesse investigativo» nei tre smartphone del ginecologo 68enne Giovanni Miniello, agli arresti domiciliari dal 30 novembre con l’accusa di violenza sessuale nei confronti di due pazienti. I dispositivi sono stati sequestrati nel corso della perquisizione contestuale alla notifica dell’ordinanza cautelare e nelle prossime settimane saranno oggetto di un accertamento tecnico finalizzato all’estrazione dei dati da parte di un consulente informatico. Significa che i pm della Procura entreranno in possesso di tutto ciò che c’è e che c’era sui telefoni, anche prima di eventuali cancellazioni. Lo afferma Repubblica Bari, in edicola oggi. Il quotidiano riporta anche l’interrogatorio di una studentessa di Medicina 24 enne.
«Durante le visite – scrive Repubblica – ha iniziato a chiamarmi con un nomignolo, zoccoletta, sia in italiano che in dialetto barese, zknett. Mi ha chiesto quale posizione sessuale mi piacesse assumere durante i rapporti, se gradissi fare sesso con più persone o essere guardata da altri o guardare altri mentre fanno sesso. Ero molto imbarazzata dal suo atteggiamento. Nel corso della visita del settembre 2019 prendeva il cellulare, non quello che era solito usare ma uno che custodiva nel cassetto della scrivania, e mi esibiva dei messaggi che si era scambiato con altre donne, a suo dire pazienti, che lo ringraziavano per averle guarite. Notavo diverse foto che gli avevano inviato ritraendosi in intimo o con parti del corpo scoperte. Una in particolare con il seno scoperto. Non ricordo il testo dei messaggi. A quel punto si proclamava il “padre Pio delle patatine”»
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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