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Anche il consigliere comunale d’opposizione Angelo Papio (Manisporche) e Claudio Licci, candidato non eletto del Partito Democratico alle elezioni comunali del maggio 2023, sono stati rinviati a giudizio nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bari sulle presunte irregolarità nella sottoscrizione delle liste elettorali di Monopoli.
Il provvedimento, disposto dal giudice per l’udienza preliminare Anna De Simone, riguarda, come già scritto da Monopolipress (https://italiafreepress.it/news/lacatena-rinviato-a-giudizio-per-falso-ideologico/) anche Stefano Lacatena, consigliere regionale ed ex delegato all’Urbanistica della Giunta Emiliano. L’accusa, formulata dal pubblico ministero Savina Toscani, è di falso ideologico in atto pubblico. La prima udienza è fissata per il 1° dicembre prossimo.
Secondo la ricostruzione della Procura, sarebbero tredici le firme irregolari raccolte per la presentazione delle liste alle amministrative del 2023. Si tratterebbe di sottoscrizioni riconducibili a cittadini che avrebbero firmato più di una lista, rendendo così non valida parte della documentazione. Le anomalie erano state segnalate dal Comune di Monopoli, oggi parte offesa nel procedimento.
I tre imputati, in qualità di pubblici ufficiali, avrebbero attestato falsamente l’autenticità delle firme di tredici elettori, certificandone la sottoscrizione e l’identificazione “in loro presenza”, circostanza che – secondo l’accusa – non sarebbe mai avvenuta realmente.
Il rinvio a giudizio rappresenta un passaggio formale ma significativo nell’inchiesta che ha scosso il quadro politico monopolitano. Sarà ora il processo a chiarire la portata delle presunte irregolarità e le eventuali responsabilità dei tre coinvolti.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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