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La questione dell’erosione costiera a Monopoli non è più solo un’emergenza ambientale, ma diventa un caso politico. Il Partito democratico cittadino punta il dito contro le recenti scelte dell’amministrazione comunale, denunciando un approccio superficiale e privo di basi scientifiche su un territorio definito estremamente fragile.
«La questione dell’erosione costiera, in un territorio fragile come quello di Monopoli — dove le calcareniti locali mostrano tutta la loro vulnerabilità — non può essere affrontata con approcci parziali o, peggio, con soluzioni che ignorano la complessità del fenomeno», dichiarano i rappresentanti del Pd. Secondo i dem, procedere con interventi a macchia di leopardo non è solo inutile, ma rischioso: «È un dato ormai acquisito che interventi limitati a singoli tratti di costa possano produrre effetti indesiderati sui litorali adiacenti, rendendo talvolta vano — se non addirittura controproducente — l’impiego di risorse pubbliche. Insistere su questa strada equivale a spendere senza realmente risolvere».
Il cuore della polemica riguarda la composizione del nuovo gruppo di lavoro tecnico incaricato dal Comune. Nonostante la presenza di diverse figure professionali, mancherebbero proprio gli esperti fondamentali per il contesto geologico monopolitano. «Il gruppo di lavoro, pur includendo figure qualificate, riesce nell’impresa di escludere proprio le competenze più direttamente pertinenti, come quella del geologo e degli esperti in dinamica costiera», incalza il Pd. «Una scelta che sorprende, considerando che il geologo è il professionista deputato a comprendere sia il comportamento degli ammassi rocciosi sia le complesse interazioni tra mare e costa. La sua assenza non appare una semplice dimenticanza, ma un’impostazione che rischia di rendere ogni intervento inefficace».
Oltre all’aspetto tecnico, il Partito democratico solleva un pesante interrogativo economico, ricordando la sproporzione tra i fondi attualmente disponibili e quelli sfumati in passato. «A fronte di finanziamenti ben più consistenti ormai perduti, per quasi 5 milioni di euro, oggi ci si riduce a stanziamenti limitati di 80mila euro. Si intende affrontare il problema o semplicemente gestirne le conseguenze?», si chiedono i militanti.
In vista della stagione estiva, la richiesta alle istituzioni è netta: un cambio di rotta immediato che preveda il coinvolgimento delle eccellenze accademiche del territorio. «Sarebbe necessario coinvolgere il Dipartimento di scienze della terra e geoambientali dell’Università di Bari, affinché le decisioni trovino finalmente fondamento in analisi tecniche adeguate. Diversamente, il rischio è che l’erosione non riguardi soltanto la costa, ma anche la credibilità delle scelte amministrative».
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista














