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La storia di Melissa, una bambina affetta da SMA 1, ha commosso il mondo intero. La sua famiglia, con l’aiuto di migliaia di persone, raccogliendo circa 2 milioni di euro, ha permesso alla piccola di accedere a un farmaco molto costoso, portandola a Dubai nel giugno 2021, quando aveva appena 16 mesi. Tuttavia, poco dopo, i genitori sono stati accusati di aver usato i fondi raccolti non per le cure, ma per acquistare un capannone industriale. In seguito a una denuncia da parte di dodici cittadini, la Procura di Bari ha aperto un’inchiesta, accusando i coniugi di truffa.
Nel giro di poco tempo, i genitori, inizialmente visti come «eroi», sono stati dipinti come truffatori, accusati di aver sfruttato la malattia della figlia per fini personali. Tuttavia, la giustizia ha fatto il suo corso: le indagini hanno confermato che i soldi delle donazioni sono stati interamente destinati alle cure mediche, e che l’acquisto del capannone era stato finanziato tramite un mutuo. La PM Chiara Giordano ha quindi chiesto l’archiviazione dell’inchiesta, riconoscendo l’assenza di qualsiasi illecito.
La Storia di Melissa
Melissa, nata a febbraio 2020 a Monopoli, ha visto la sua vita cambiare drasticamente quando, a settembre dello stesso anno, le è stata diagnosticata l’atrofia muscolare spinale (SMA), una malattia degenerativa che colpisce i muscoli e le capacità motorie. Il suo caso ha contribuito a rendere obbligatorio lo screening neonatale per diagnosticare questa malattia, una battaglia che ha avuto un impatto significativo nella lotta contro la SMA in Italia.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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