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Poco conosciuto, poco pubblicizzato, persino ignorato da molti dipendenti comunali: parliamo del “pre riconoscimento di nascituro”, una possibilità che la legge offre alle coppie non sposate per riconoscere, appunto, il proprio figlio prima ancora che sia nato. A cosa serve? Permette ad uno dei genitori, in genere il padre, di dichiarare la nascita del bambino senza che l’altro genitore sia presente (privilegio concesso solo alle coppie sposate); consente al padre del bambino di decidere, durante il parto ed in caso di necessità, cosa è meglio fare per il proprio figlio.
Non è una possibilità da sottovalutare: può capitare che dopo il parto la madre, non sia in grado di andare all’anagrafe comunale: in questo caso il padre non potrebbe riconoscere da solo il bambino entro i 10 giorni che la legge impone per la dichiarazione di nascita.
La dichiarazione di riconoscere un figlio nato fuori del matrimonio è un atto solenne ed irrevocabile, pertanto deve essere formalizzata da un pubblico ufficiale del Comune. Per effettuare il pre-riconoscimento del nascituro (ex art. 254 del c.c.) i genitori devono recarsi presso l’anagrafe di residenza della madre con i documenti di riconoscimento in corso di validità e un certificato medico che attesti lo stato di gravidanza e la data presunta del parto. L’ufficiale del Comune a quel punto redigerà un verbale e rilascerà copia ai genitori del nascituro. Il padre, a quel punto, potrà dichiarare da solo la nascita presentando al’anagrafe copia del verbale e certificato di nascita rilasciato dall’ospedale.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
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