Le ultimissime
ItaliaFreePress

Allarme alga tossica a Torre Canne: i dati di Arpa Puglia registrano il picco più alto della regione

Estimated reading time:1 minute, 33 seconds

Torre Canne fa registrare il valore più critico in Puglia per la presenza di Ostreopsis ovata, la microalga potenzialmente tossica monitorata costantemente da Arpa Puglia. I risultati dei campionamenti effettuati nella prima metà di luglio 2026 hanno evidenziato una situazione di allerta rossa in quattro punti di prelievo lungo le coste regionali, dove la concentrazione nella colonna d’acqua è stata definita molto abbondante. Il primato negativo spetta proprio alle acque antistanti il faro di Torre Canne, dove sono state rilevate ben 100.340 cellule per litro, una cifra che supera di oltre tre volte la soglia di emergenza fissata dalle linee guida a 30mila cellule per litro.

La criticità ha toccato anche altre località pugliesi, spingendo le autorità a monitorare con massima attenzione la situazione. Oltre a Torre Canne, il limite di allerta è stato superato alla Prima Cala di Molfetta, con 42.315 cellule per litro. Gli altri due bollini rossi della regione sono stati assegnati a Porto Badisco, sul litorale leccese, con 25.440 cellule per litro, e a Giovinazzo, che ha registrato 24.473 cellule per litro. Una concentrazione abbondante, da bollino arancione, è stata riscontrata anche a Bari, precisamente al Lido Trullo, con 15.059 cellule per litro, mentre livelli più contenuti e discreti sono emersi a Mola di Bari e in alcuni punti del Gargano.

A seguito di questi rilevamenti, Arpa Puglia ha provveduto a trasmettere ufficialmente i dati alla Regione, alle Asl competenti e ai Comuni interessati. Spetterà ora alle amministrazioni locali valutare l’adozione di eventuali ordinanze o misure preventive a tutela della salute pubblica. L’Ostreopsis ovata è una specie di origine tropicale ormai da anni stanziale nei mari italiani, che prolifera sui fondali rocciosi in presenza di condizioni meteo favorevoli. Il rischio per i bagnanti è legato principalmente all’aerosol marino: nei giorni di forte vento e mareggiate che interrompono lunghi periodi di calma, le tossine possono essere nebulizzate nell’aria, provocando sintomi simili a quelli influenzali, di norma lievi e passeggeri.