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Un’ombra pesante si abbatte sulla gestione urbanistica del Comune di Monopoli. La recente sentenza numero 782/2026 della terza sezione del Tar Puglia ha disposto l’annullamento del permesso di costruire in sanatoria rilasciato dall’ente municipale per un immobile privato situato in via Lepanto. La decisione del tribunale amministrativo ha riaperto una complessa vicenda burocratica e sollevato un polverone politico, portando il circolo locale del Partito Democratico ad uscire allo scoperto con una nota dura e circostanziata.
La storia dell’immobile affonda le radici in un percorso amministrativo costellato di forti contraddizioni. Inizialmente, lo stesso Comune di Monopoli aveva respinto le istanze di condono, firmato un’ordinanza di demolizione e successivamente verbalizzato l’inottemperanza da parte dei proprietari. Tuttavia, a distanza di anni e nonostante i precedenti atti di rigetto, gli uffici comunali hanno concesso una sanatoria che i giudici amministrativi hanno ora giudicato del tutto illegittima.
“Ci troviamo di fronte a una vicenda amministrativa che lascia sconcertati. Lo stesso Comune aveva respinto le precedenti richieste di condono, emesso un’ordinanza di demolizione e successivamente accertato l’inottemperanza a tale provvedimento. Eppure, in un secondo momento, è stato rilasciato un permesso di costruire in sanatoria che il TAR ha dichiarato illegittimo.”
A rendere lo scenario ancora più critico sono i dettagli emersi nel corso del procedimento. Dagli atti ufficiali risulta infatti che dell’accertamento di inottemperanza datato 14 marzo 2001, passaggio determinante per l’acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale, non sia presente alcuna prova di notifica. Un passaggio chiave che solleva un interrogativo inquietante.
“Si scopre ora, a distanza di molti anni, che dell’accertata inottemperanza e, quindi, dell’atto di acquisizione dell’immobile abusivo al Comune, datato 14.3.2001, non si rinviene formale evidenza o prova di notifica agli atti d’ufficio. In buona sostanza o l’atto non è mai stato notificato oppure è stato notificato ma si è perso!”
Di fronte a tale quadro, i dem sottolineano come la scelta di concedere la sanatoria si sia basata su basi giuridiche assai fragili e priva di motivazioni d’interesse collettivo.
“Né appare plausibile che il Comune, pur consapevole di aver emesso un’ordinanza di accertata ottemperanza, abbia potuto concedere un condono, sulla base di orientamenti giurisprudenziali discutibili, quando non assolutamente minoritari, in assenza, peraltro di evidenti e concreti interessi pubblici.”
La questione, dunque, va ben oltre gli aspetti strettamente tecnici o giudiziari e tocca da vicino la trasparenza e la responsabilità di chi amministra la città.
“Non è soltanto una questione giuridica. È una questione politica e amministrativa che investe il modo in cui viene esercitato il governo della città, anche all’esito della bocciatura da parte del Giudice amministrativo.”
Per queste ragioni, il Partito Democratico di Monopoli ha deciso di affiancare l’azione già intrapresa dalle forze di opposizione, chiedendo un passaggio formale e immediato nelle sedi istituzionali competenti.
“Il Partito Democratico ha condiviso le interrogazioni già presentate dai consiglieri di opposizione e chiede che il sindaco e la Giunta riferiscano con urgenza e in modo dettagliato al Consiglio comunale. Servono spiegazioni puntuali sull’intero iter amministrativo e sulle responsabilità che hanno determinato un procedimento così contraddittorio.”
La posizione del partito si chiude con un richiamo ai valori fondamentali che dovrebbero guidare la pubblica amministrazione e con il preavviso di nuove azioni politiche.
“Trasparenza, legalità e buon andamento dell’azione amministrativa non possono essere richiamati solo negli slogan. Devono tradursi in atti coerenti e pienamente legittimi. Quando ciò non accade, è dovere della politica pretendere verità e assumersi la responsabilità di fare piena luce. Il Partito Democratico continuerà a esercitare con determinazione il proprio ruolo di controllo, riservandosi ogni iniziativa politica e istituzionale affinché episodi come questo siano chiariti fino in fondo e non abbiano più a ripetersi. La credibilità delle istituzioni si difende con la trasparenza.”
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista














