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Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Monopoli 2030
Come ogni estate, Monopoli si conferma una delle mete più ambite del turismo pugliese. Il Comune indossa il suo “vestito della festa”, e il calendario si riempie di eventi, attività culturali e iniziative di promozione del territorio pensate per intrattenere turisti e residenti. Un fermento vivace e positivo, che dà lustro alla città e valorizza le sue bellezze architettoniche e storiche.
Tuttavia, in questa settimana ricca di appuntamenti di grande qualità, emerge una criticità che merita attenzione: la Biblioteca civica “Prospero Rendella” è stata presa letteralmente d’assalto, diventando il fulcro quasi esclusivo di tutte le iniziative culturali in programma.
La Rendella è un edificio di straordinaria bellezza, un vero fiore all’occhiello del patrimonio culturale monopolitano, apprezzato e studiato anche al di fuori della Puglia. Tuttavia, resta prima di tutto una biblioteca, ovvero un luogo di studio, lettura e silenzio. In questi giorni, invece, è stata trasformata in uno spazio polivalente, dove le esigenze di chi desidera leggere o studiare vengono spesso sacrificate per far spazio ad eventi che non riguardano molto la lettura in sé e la cultura, che hanno tolto tanto spazio a chi la biblioteca la usa per studiare o immergersi nella lettura.
Per questo ci rivolgiamo all’assessore alla Cultura, Rosanna Perricci: pur riconoscendo l’alto valore delle iniziative proposte, riteniamo sia necessario rivedere la distribuzione degli eventi. Non tutto può o deve avvenire in biblioteca, specialmente se ciò compromette la sua funzione principale.
La città di Monopoli vanta numerosi altri luoghi, altrettanto suggestivi e storicamente rilevanti, che potrebbero e dovrebbero essere valorizzati per ospitare eventi culturali: dalla chiesa sconsacrata di San Pietro e Paolo, a Palazzo Martinelli, da Palazzo San Martino fino ai tanti cortili e piazze del centro storico. Decentralizzare gli eventi significherebbe anche restituire alla Rendella la sua naturale vocazione, tutelando gli spazi per studenti, lettori e cittadini in cerca di un luogo tranquillo.
Infine, un altro appello va all’intera giunta comunale: l’offerta culturale non può concentrarsi solo nel centro storico o nella zona murattiana. È importante coinvolgere anche i quartieri più periferici di Monopoli, organizzando concerti, spettacoli, reading o rassegne che non siano solo le tradizionali feste parrocchiali. Sarebbe un gesto concreto di inclusione e partecipazione, oltre che un utile strumento per decongestionare il traffico e i flussi turistici nel cuore della città durante l’alta stagione.
L’estate monopolitana può e deve essere un grande momento di condivisione culturale, ma senza dimenticare il rispetto degli spazi, dei tempi e delle esigenze di tutti.
Carlo Carparelli;
Referente Monopoli 2030.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista














