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Usiamo la nostra voce continuamente, senza farci caso, eppure di lei sappiamo così poco. Ad esempio che è unica e ci contraddistingue individualmente, ma soprattutto che rivela molto di noi: un nostro tratto caratteriale diviene, nell’apparato fonatorio, una caratteristica vocale. Ecco allora come la voce può svelare la personalità o, come sarebbe più opportuno dire, come la personalità si traduce in voce.
Una voce sussurrata, ad esempio, contraddistingue in molti casi una persona ansiosa, che manca di fiducia in sé stessa, con difficoltà a gestire lo stress: la ridotta consapevolezza di sé si traduce in una voce mantenuta sulle basse frequenze, con frequenti pause necessarie a riorganizzare il pensiero incerto. Il diaframma è poco sostenuto, il suono poco appoggiato e spesso privo di acuti. Il corpo è teso e aumenta la frequenza cardiaca e respiratoria.
La voce di gola, invece, è tipica di una personalità collerica e tendenzialmente critica verso sé stessa e gli altri: ciò implica una rigidità dei muscoli che circondano l’apparato fonatorio (come quelli del collo) e produce una voce in cui le corde vocali vengono forzate e “stressate”. Il tono della voce è più basso rispetto agli altri tipi di voce, ma la frequenza è più alta, con assenza di pause e un notevole aumento del ritmo durante l’emissione vocale. Il fraseggio è breve e incisivo, perché sfrutta un’unica emissione di respiro.
La voce di petto denota spesso un carattere estroverso e gioioso, che ricerca sempre l’attenzione altrui. Inconsciamente, questa volontà si traduce in un rilassamento muscolare della gola, che permette un rilascio più libero del suono, rendendolo piacevole da ascoltare. La voce è ampia e piena, equilibrata, mediamente tesa; il ritmo serrato e con pochi silenzi; il volume alto e sostenuto. L’estroverso riesce così a imporsi sui suoi interlocutori e dominare la conversazione: le relazioni interpersonali sono per lui facili da gestire.
Infine, una voce piatta, rilassata, debole e stretta è molto frequente nelle persone tristi o depresse: il senso di impotenza, la preferenza a essere ignorati e lo scarso slancio verso gli altri si traduce in abbassamento della frequenza, diminuzione dell’intensità e rallentamento del ritmo. Ne risulta una voce opaca, con marcata ipotonia delle corde vocali: la voce è monocorde.
Il bello è che qualunque voce si abbia, se si vogliono ottenere dei risultati – che siano professionali o personali – la si può allenare attraverso corsi specifici, pur restando all’interno della gamma di possibilità che la propria voce permette, lavorando ad esempio sulla tonalità. Le regole per una voce in salute, comunque, sono poche e fondamentali: ritmi di sonno-veglia regolari, bere spesso durante il giorno, evitare luoghi rumorosi e riposare sempre la voce dopo uno sforzo vocale.
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista
Direttore di italiafreepress.it, giornalista professionista













